Grexit Tsipras si toglie la giacca: «Prendetevi anche questa»

di Redazione | 13/07/2015

grecia

Non è solo il controllo del fondo privatizzazioni a restare al centro del negoziato dell’Eurosummit a Bruxelles ma anche la sua entità. Gli asset che i greci avrebbero ipotizzato di conferire non superano i 17 miliardi, a fronte dei 50 che i tedeschi vorrebbero. A questo proposito, racconta una fonte, il premier Alexis Tsipras, durante le lunghe ore di negoziato, avrebbe anche fatto il gesto di sfilarsi la giacca e offrirla agli interlocutori, come a dire che la Grecia non sa davvero più cos’altro offrire.

CONTINUANO LE TRATTATIVE

La riunione straordinaria dell’Eurosummit dedicata alla crisi greca è continuata per tutta la notte a Bruxelles, con i capi di Stato e di governo dell’Eurozona che hanno negoziato su ciascuno dei punti controversi della bozza di conclusioni preparata ieri dell’Eurogruppo, riguardante le condizioni chieste alla Grecia per iniziare i negoziati di un terzo programma di salvataggio finanziario, da finanziare con il Fondo salva Stati dell’Eurozona, l’Esm. La bozza conteneva diversi passaggi controversi, in parentesi quadre, sui quali non c’era consenso fra i ministri finanziari, e che i capi di Stato e di governo hanno cercato di trovare l’accordo, per poter dare il via libera ai nuovi negoziati con Atene. I due paragrafi più controversi erano quelli che riportavano due proposte del ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble. Il primo, l’ipotesi (finora un tabù per un documento dell’Ue, sebbene non ancora ufficiale) di una uscita della Grecia dall’euro, seppure su base temporanea, è stato cancellato dalla bozza, e non esiste più.

50 MILIARDI DI EURO

Il secondo – il conferimento, da parte di Atene, a un fondo separato indipendente di beni pubblici da privatizzare per ben 50 miliardi di euro (una cifra spropositata, rispetto agli asset di cui dispone la Grecia), che verrebbero usati per riscattare una parte del debito pubblico – è ormai l’ultimo vero scoglio che ancora blocca il negoziato. Il fondo dovrebbe essere gestito dalle autorità greche, ma si voleva basarlo a Lussemburgo e sotto la supervisione della Commissione europea. Anche se i capi di Stato e di governo sembrano aver accettato che la sede resti in Grecia, e hanno ridimensionato la cifra, con la formula “fino a a 50 miliardi di euro”, sapendo che la privatizzazioni non renderebbero comunque più di 7 miliardi, il premier greco, Alexis Tsipras, continua a opporsi al pincipio stesso del Fondo di riscatto e chiede che serva anche a finanziare gli investimenti per la crescita. Un altro punto controverso che sembra risolto è quello del ruolo dell’Fmi, per i tedeschi imprescindibile, ma che Atene vorrebbe ridimensionare, nel futuro programma dell’Esm per la Grecia. Sembra che sia comunque possibile un accordo per risolvere più tardi questa questione. (Aska/Lapresse)

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