Grecia, come funziona il “nodo” delle pensioni

di Maghdi Abo Abia | 30/06/2015

Grecia pensioni

Crisi Grecia, uno dei problemi più grandi nella grave situazione economica del Paese è legato alla politica pensionistica che rappresenta la vera zavorra per Atene e per l’Europa. Perché molto della partita si gioca su una riforma del sistema previdenziale ritenuta quantomeno necessaria visti i numeri e le scappatoie di cui godono i cittadini greci.

Grecia pensioni
(DENIS CHARLET/AFP/Getty Images)

GRECIA, IL SISTEMA DI CALCOLO DELLA PENSIONE

Secondo quanto ripreso da La Stampa, prima della crisi le pensioni in Grecia erano simili a quelle italiane, con un calcolo sugli ultimi cinque anni di stipendio e non in base alla media degli anni lavorativi. In Italia la riforma Dini del 1995 che introdusse il sistema contributivo cercò di mettere una pezza alla situazione. In Grecia invece all’epoca si poteva portare a casa il 96 per cento dell’ultimo stipendio e si poteva lasciare il lavoro dopo 37 anni di contributi o a 57 anni. Oggi invece ad Atene si ottiene la metà. Ma per quanto riguarda l’età pensionabile c’è ancora molto da dire. L’ordinamento ellenico prevedeva tante scappatoie per anticipare l’ingresso in pensione. Per dirne una, le indennità da lavoro usurante consentivano una pensione a 53 anni con pochi contributi. Poi non mancano le truffe. Il fondo pensionistico Ika rivelò di aver trovato 1.473 pensioni che venivano erogate a ultranovantenni morti. Le riforme del 2010 e del 2012 hanno portato ad un taglio delle tredicesime e degli assegni di circa il 40 per cento.

 

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GRECIA, IL NODO DELLA LONGEVITÀ –

Poi c’è anche la questione della longevità della popolazione greca. Gli ultrasessantacinquenni sono un quinto della popolazione e con un’aspettativa media di oltre 80 anni ed il contemporaneo crollo del Prodotto Interno Lordo causato dalla recessione, la spesa previdenziale è arrivata nel 2012 al 17,5 per cento del Pil secondo dati Cnbc. E secondo le proiezioni la spesa pensionistica nel 2050 potrebbe arrivare al 25 per cento del Pil, se si dovesse seguire questo trend di crescita della spesa.

 

GRECIA, LE SCAPPATOIE PER ANDARE PRIMA IN PENSIONE –

La Grecia con le riforme del 2010 e del 2012 si è impegnata a tagliare tredicesime, quattordicesime e bonus pasquale, ad aumentare l’età pensionabile a 67 anni con almeno 15 di contributi ed aprire ad una pensione a 62 anni con almeno 40 anni di contributi. L’assegno sarebbe stato determinato dalla media di tutti gli anni lavorati e non soltanto degli ultimi cinque. Solo che la legge greca prevede ancora molte scappatoie legali che appesantiscono ogni riforma. Yannis Vroutsis, già ministro del Lavoro nel governo Samaras, ripreso da Greek Reporter, rivelò che

«nel settore pubblico, il 7.91% si ritira tra 26 e 50 anni, un altro 23.64% tra 51 e 55, e il 43.53% tra 56 e il 61 per cento»

mentre per il fondo privato Ika, per quanto riguarda il settore privato

«il 4.44% dei pensionati si ritira dal lavoro tra 26 e 50 anni, il 12.83% prima dei 55, e il 58.61% tra 56 e 61»

GRECIA, L’ASSEGNO MEDIO DI 959 EURO CONTRO I 766 EURO DELLA GERMANIA

Focus Taiwan, che propone un interessante confronto tra l’economia greca e quella dell’ìsola, con un particolare accenno alla spesa pensionistica, molto alta in entrambi i Paesi, spiega che a oggi, nonostante cinque anni di crisi, la Grecia paghi ancora pensioni a 2,65 milioni di persone e che il 49 per cento del Paese vive grazie agli assegni, i più ricchi dell’Europa occidentale, con una media per assegno di 959 euro, ben superiore alla media tedesca di 766 euro ed una percentuale complessiva di forza lavoro in relazione alla popolazione del 36 per cento. (Photocredit copertina DENIS CHARLET/AFP/Getty Images)

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