Il direttore del Tg2: «Meglio schierati pro Salvini che essere subdolamente neutrali»

di Redazione | 01/03/2019

Tg2
  • Gennaro Sangiuliano è il nuovo direttore del Tg2

  • In molti lo accusano di essere direttore di Tele Salvini o di Tele Visegrad

  • Dice: "Meglio essere faziosi che subdolamente neutrali"

La svolta del Tg2, dopo l’inizio della direzione di Gennaro Sangiuliano, è evidente. Non soltanto all’interno della testata della seconda rete del servizio pubblico, ma anche nelle influenze che l’ex vicedirettore del Tg1 di posizioni liberali ha sull’organizzazione della rete. Lo dimostra anche l’esperimento della fascia di informazione che ha sostituito il programma di Luca e Paolo Quelli che dopo il Tg, ovvero Tg2 Post.

LEGGI ANCHE > Gennaro Sangiuliano e il suo Tg2 “sovranista”: «Io e Freccero contestatori del sistema»

Gennaro Sangiuliano e la sua tesi sulla direzione del Tg2

Le critiche per l’indirizzo preciso che ha l’informazione del Tg2, tuttavia, non mancano. Per questo motivo Il Foglio – il quotidiano diretto da Claudio Cerasa – ha voluto capirci qualcosa in più. Ed è andato a intervistarlo per riportare il suo pensiero a 360 gradi, senza censure. E le parole di Sangiuliano non sono state mai banali e hanno fatto capire perfettamente verso quale indirizzo si muoverà il telegiornale della seconda rete. Un tempo assegnato alla parte politica socialista, oggi diventato un vero spazio per sovranisti.

In molti parlano del suo Tg come di Tele Salvini o come Tele Visegrad, ma – a quanto pare – a Gennaro Sangiuliano non sembra interessare: «La tradizione del giornalismo italiano è politica. Ed è certamente più faziosa una faziosità limpida ed esibita di una subdola terzietà, lo diceva anche Heiddeger: il fatto neutro non esiste».

Giuliano Sangiuliano: «Resto un giornalista e non un propagandista politico»

Tuttavia, Sangiuliano ci tiene a sottolineare che, nonostante la conoscenza approfondita di Matteo Salvini e la sua lunga frequentazione, lui resta pur sempre un giornalista e non un propagandista politico. Lo mette nero su bianco e lo fa scrivere al collega del Foglio incaricato di portare avanti l’intervista. Però poi si lascia andare al commento: «Salvini ha visione, sa che esistono valori italiani da tutelare. I tecnocrati sono un’altra cosa. E devo dirlo: la Lega e il Movimento 5 Stelle non sono il mainstream, quest’ultimo è rappresentato dal politicamente corretto».