Lite Totti-Spalletti: cosa è successo

di Redazione | 22/02/2016

totti spalletti

Totti-Spalletti, una lite shock quella che ha scosso Roma nelle 32 ore precedenti Roma-Palermo. Una situazione che tutti si aspettavano a dire il vero: Francesco Totti è ormai vicino alla decisione più difficile della sua carriera, e un incidente simile era nell’aria e riguarda poco Totti e Spalletti, quanto più il rapporto del Capitano con la società e le prospettive future di un uomo chiamato da più parti ad appendere le scarpette al chiodo, ma senza alcuna voglia di farlo. I paragoni con Alessandro Del Piero e il velenoso addio alla Juve si sprecano.

TOTTI SPALLETTI, COSA E’ SUCCESSO

Repubblica pubblica oggi un retroscena sulla lite Totti Spalletti che ricostruisce tutto, dall’intervista rilasciata alla Rai in poi. Sono le 12.10 quando Francesco Totti parla alla Rai. Nel mentre a Trigoria si prepara la conferenza stampa pre-partita. E nessuno immagina.

Ore 13.00 – Spalletti risponde all’ultima domanda della sua conferenza. Oggetto del quesito, Francesco Totti. L’allenatore sorride e giura che lo farà giocare titolare in coppia con Dzeko. Una mano tesa. Intanto però sui cellulari dei dirigenti di Trigoria iniziano ad arrivare messaggi preoccupati. E scatta l’allarme: Francesco un paio di colpi li ha sparati, ma nulla di eclatante. Forse l’emergenza viene sottovalutata, anche a Spalletti nessuno lo allerta particolarmente. La squadra pranza a Trigoria, anche Totti, accanto ai compagni ignari della tempesta che sta per abbattersi sulla vigilia di Roma-Palermo.
Ore 17.00 – La squadra ha finito da poco l’allenamento, all’esterno iniziano a filtrare le prime anticipazioni delle dichiarazioni del capitano romanista. Qualche compagno le riceve sul cellulare, e le fa leggere ad altri.

Le parole di Totti arrivano infine all’orecchio di Spalletti

Ore 20.30 – La squadra ha terminato la cena, Spalletti in ufficio ha appena ascoltato le parole di Totti. Gli erano state raccontate come dure, ma non deflagranti. E invece dopo averle sentite è furioso. Decide di parlare con i dirigenti e fa presente che da una situazione così non si scappa: o Totti resta a casa oppure me ne posso anche andare, come faccio a presentarmi nello spogliatoio?, il senso del suo pensiero. La notte la passano, lui e Totti, a Trigoria: divisi da pochi metri, ma lontanissimi, inavvicinabili.

Così la mattina dopo c’è la resa dei conti Totti Spalletti di cui tutti abbiamo sentito parlare. Luciano convoca Francesco e a muso duro gli spiega che quelle parole possono distrarre i giocatori. Gli dice che, al contrario di quanto detto il giorno prima, non giocherà.

Gli comunica che non sarà della partita, “se vuoi resta sennò torna a casa”. Scappa qualche frase colorita, pure un paio di “vaffa”. Poi Totti esce dall’ufficio dell’allenatore e va a cambiarsi.

E qui la città si divide: qualcuno è con Spalletti. Qualcuno no. Lo stadio in serata fa la sua scelta, quando fischia l’allenatore e accoglie con un abbraccio e un coro il Capitano, che fa il suo ingresso nello stadio. Forse si avvicina il momento di riporre quegli scarpini. Ma non è oggi quel giorno. E non è questo il modo.