L’espressione del soprano quando si rende conto di aver sbagliato nella prima della Scala

di Redazione | 08/12/2019

errore alla Scala
  • Nella prima della Scala di Milano è stata eseguita la Tosca di Puccini

  • Il soprano Anna Netrebko ha commesso un errore

  • Se ne è subito accorta e, nonostante un'espressione vistosa del volto, è riuscita a superare la difficoltà

Una battuta ripetuta due volte. Anna Netrebko, soprano che interpreta il personaggio di Tosca nel corso della prima alla Scala di Milano, commette un errore davanti agli spettatori e al pubblico che segue l’opera da casa, trasmessa sulla Rai. «Chi m’assicura?» viene ripetuto due volte, una al posto della battuta «Voglio avvertirlo io stessa».

Errore alla scala, la battuta ripetuta due volte

I social network hanno colto l’incertezza che è stata resa palese anche dall’espressione del viso di Anna Netrebko. Tuttavia, la professionista è stata incredibilmente brava a riprendersi, a lasciarsi l’incidente alle spalle e ad andare avanti. Aiutata, questo va sottolineato in maniera altrettanto netta, anche dai suoi colleghi: il baritono Luca Salsi ripete allo stesso modo la battuta e poi salta andando avanti, riprendendo il filo conduttore sia della musica, sia del testo della Tosca di Giacomo Puccini.

In totale sono stati 15 secondi di piccolo imbarazzo, su un totale di tre atti. Un nulla, che però a questi livelli non può passare inosservato. La prima alla Scala è un appuntamento imperdibile per la lirica mondiale, con gli occhi di milioni di spettatori puntati sul palcoscenico milanese. Una vetrina da sogno per tutti gli artisti di primissimo livello.

Errore alla Scala, i casi clamorosi del passato

La bravura nel riprendersi, tuttavia, ha contribuito al buon esito complessivo dell’opera. Alla fine, ci sono stati ben 16 minuti di applausi: il gradimento del pubblico presente è sempre stato un buon barometro sulla buona riuscita della performance. Nulla a che vedere con episodi di dissenso clamorosi che si sono verificati in passato: nel 1970, ad esempio, volarono i rapanelli sul palco quando venne messa in scena I vespri siciliani di Verdi; quasi quindici anni dopo, fu il soprano Ghena Dimitrova a subire le critiche, dopo una sua interpretazione commovente l’anno precedente (segno inequivocabile che, nella lirica, la fama non è per sempre). Si ricorda anche la disputa tra Katia Ricciarelli e il loggione della Scala, che l’aveva accusata per la sua eccessiva popolarità televisiva.

Come dimenticare, infine, l’abbandono del palcoscenico – tre giorni dopo la prima della Scala – del tenore Roberto Alagna in polemica con il pubblico del loggione? Era il 2006, uno degli ultimi gesti di protesta clamorosi che hanno caratterizzato una performance alla Scala di Milano nel mese dell’apertura della sua stagione. Insomma, il clamore di una volta non si addice all’ultimo episodio della Tosca che, invece, è stato superato con stile.