Erdogan manda tutti in galera, ora tocca a Fetullah Gulen e ai suoi

di Redazione | 21/09/2015

Un procuratore turco ha chiesto una condanna a 34 anni per Fethullah Gulen, un altro ha disposto l’arresto di 4 uomini d’affari alla guida di aziende che fanno parte del suo impero. L’accusa, sostenuta anche dal presidente Erdogan, è quella di aver organizzato un golpe ai suoi danni.

Fetullah Gulen, che si difende come può
Fetullah Gulen, che si difende come può

GULEN, IL NEMICO D’ERDOGAN –

Fethullah Gulen è a capo di un piccolo impero che spazia dalle università private all’editoria, fino a business molto più prosaici, A sua modo Gulen è un guru seguito da qualche milione di turchi, un predicatore musulmano moderato che dal 1999 vive come in esilio negli Stati Uniti per sfuggire a quanti nel suo paese gli vogliono male. Non è tornato nemmeno quando ha vinto l’amico e alleato Erdogan, altro musulmano moderato, e con il senno di poi ha fatto bene.

IL COMPLOTTO DI GULENISTI E PKK  –

Erdogan ora la accusa di colludere con i comunisti curdi del PKK per rovesciarlo, alleanza abbastanza incredibile alla quale però credono gli elettori dell’AKP, il suo partito. L’accusa è montata nel corso degli ultimi mesi, prima Erdogan lo ha accusato di essere d’accordo con lo “stato profondo”, quando sono spuntate intercettazioni nelle quali lui e i suoi colleghi di partito parlavano di milioni in contanti da nascondere alle perquisizioni. Ora che Erdogan ha rotto con i curdi e pompa sull’esistenza di una «minaccia terroristica», accostando le due organizzazioni Erdogan spera forse si riuscire a mettere fuori gioco i loro candidati alle prossime elezioni, in particolare a mettere fuori gioco il partito HDP, che rappresenta anche i curdi e che entrando in parlamento ha tolto all’AKP la maggioranza assoluta. I rapporti tra Gulen ed Erdogan sono pessimi da tempo, ma è la prima volta che viene chiesta una condanna per Gulen.

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UNA LOTTA SENZA ESCLUSIONE DI COLPI –

Le accuse contro Gulen comprendono la costituzione di un gruppo armato, che non s’è mai visto, ma è l’accusa di colludere con il PKK la meno credibile, Guken infatti è sempre stato filo-occidentale e anticomunista e continuava a descrivere il PKK come terrorista anche quando Erdogan trattava e convludeva con il partito comunista curdo un accordo sull’abbandono della lotta armata. Gulen ha un peso politico notevole in patria, peso che ora non si posa più dalla parte di Erdogan, che nel frattempo ha messo in galera e denunciato media e giornalisti come non mai e ha lasciato mano libera ai nazionalisti perché attaccassero i curdi. Secondo Erdogan è Gulen che comanda una “struttura parallela” che ha inguaiato i corrotti dell’AKP denunciandoli alla magistratura, secondo Erdogan producendo prove false. Resta da vedere se gli elettori dell’AKP si berranno anche il complotto di Gulen, per ora hanno mandato già qualsiasi cosa abbia detto loro Erdogan.