Equitalia, l’avviso di deposito e le cartelle da ritirare in Comune

Alessandro D'Amato 19 Mar 2014
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1695 cartelle esattoriali. Sono quelle che finora Equitalia ha depositato nei Comuni invece di inviarle al contribuente, avvertito con un “avviso di deposito” e spesso costretto a recarsi fino agli uffici per scoprire che deve qualcosa allo Stato. Fino a due mesi fa l’agenzia del fisco recapitava a casa con raccomandata le cartelle esattoriali, escluse quelle degli «irreperibili», per lo più stranieri che avevano cambiato città e ai quali era impossibile notificare l’atto. Da qualche settimana Equitalia sta depositando negli uffici comunali di Milano anche le cartelle destinate a chi ha una residenza ben definita. A costoro viene spedito solo un avviso di deposito, come racconta il Corriere della Sera:

Il meccanismo, in sé, è banale: invece che spedire gli atti, Equitalia manda a casa un «avviso di deposito» che dice di andare in Comune a ritirare la cartella. Commento (logico) di un uomo in attesa ieri mattina: «Ma se ho ricevuto la lettera e sono qui, significa che non sono affatto un “irreperibile”». Spiega l’avvocato Maria Cristina Pustorino: «Quella in “casa comunale” è una modalità di notifica irregolare e crea un grave disagio sia per i cittadini, sia per l’ente pubblico che si trova a gestire un aggravio di lavoro di cui non dovrebbe farsi carico».

equitalia avviso di deposito cartelle esattoriali

Equitalia: avviso di deposito per cartelle esattoriali (fonte foto)

E questo è il passaggio successivo:

Il Comune di Milano, che si ritrova a gestire le consegne per questa massa di «irreperibili» (che invece poi si presentano ligi e puntuali a prendere gli atti che li riguardano), ha già chiesto a Equitalia una relazione «anche a tutela dei cittadini, che non possono e non devono subire disagi legati alle procedure seguite dalla società. Proprio il fatto di non avere il diretto controllo sulla riscossione — spiegano da Palazzo Marino — è uno dei motivi per cui il Comune sta passando in questi mesi alla riscossione in proprio».