Elezioni Olanda, i sondaggi sulla sfida tra il no euro Wilders e il premier Rutte

di Andrea Mollica | 15/03/2017

Elezioni Olanda

Elezioni Olanda, oggi i Paesi Bassi rinnovano la Tweede Kamer, l’unica assemblea elettiva del bicamerale Parlamento olandese. La consultazione è dominata dalla sfida tra il premier uscente, il liberale conservatore Mark Rutte, leader del partito VVD, e da Geert Wilders, il fondatore e unico iscritto del PVV, Partito della Libertà. Wilders è un ex dirigente proprio del VVD uscito a metà degli anni duemila dalla sua formazione politica per fondare un partito opposto all’immigrazione islamica e all’integrazione europea. Leader dei no euro europei, Wilders potrebbe cogliere oggi il più importante successo della sua storia politica. Il PVV potrebbe infatti diventare il primo partito alla Tweede Kamer, anche se è altamente improbabile che il suo leader possa formare un Governo da lui guidato. I Paesi Bassi votano con un sistema proporzionale, con soglia di sbarramento pari allo 0,67% dei voti a livello nazionale, e  con indicazione di preferenza che può superare l’ordine di lista deciso dai partiti. La legge elettorale favorisce da sempre governi multipartitici, e tutte le principali formazioni politiche hanno escluso la collaborazione con il PVV di Wilders. Secondo i sondaggi la formazione no euro potrebbe arrivare prima come terza, vista la situazione di grande equilibrio.

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La media dei sondaggi fatta dalla TV olandese Nos, con i seggi stimati nel 2017 e gli aumenti o le riduzioni rispetto alle elezioni nel 2012

La maggior parte delle intenzioni di voto rileva però una tendenza negativa per il PVV, che nei mesi scorsi superava stabilmente il 20%, mentre ora oscilla intorno al 15%. Il VVD del premier Mark Rutte dovrebbe mantenere il primo posto ottenuto nelle ultime due elezioni secondo i sondaggi, così garantendo al leader liberale la possibilità di guidare i Paesi Bassi per la terza volta consecutiva. Nel 2010 Rutte era diventato premier proprio grazie all’appoggio esterno del PVV di Wilders, ma dopo la rottura dell’esecutivo di minoranza i rapporti tra i due partiti si sono definitivamente rotti. Wilders ha spostato il PVV verso la destra nazionalista di Marine Le Pen, leader da cui si era sempre tenuto distante per le sue posizioni radicali, accentuando i suoi toni anti Islam e anti immigrati. Dal 2012 Rutte ha formato un governo di grande coalizione con i laburisti, che secondo i sondaggi non potrà più esser confermato. Il VVD è rilevato in calo di circa dieci punti rispetto a 5 anni fa, ma i laburisti olandesi sono stimati sotto il 10%, verso il peggior risultato della loro storia, superati da altre formazioni di sinistra come i GroenLinks, o i socialisti. Discreti risultati dovrebbero esser ottenuti dai centristi di CDA, formazione di ispirazione cristiana che storicamente ha espresso il maggior numero di premier nei Paesi Bassi post Seconda Guerra mondiale, e dai liberali di sinistra D66.  CDA e D66 sono rilevati dai sondaggi sopra al 10%, e potrebbero entrare al governo con il VVD di Mark Rutte. La frammentazione politica nei Paesi Bassi è molto elevata, e per conoscere il nuovo esecutivo probabilmente si dovranno aspettare alcune settimane se i sondaggi saranno confermati.

Foto copertina: EPA/BART MAAT

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