Doctor Who “Resolution”: Recensione dello Speciale di Capodanno

Lo speciale di Capodanno di Doctor Who è andato in onda il 1 gennaio 2019 sul canale della BBC. Ecco la mia recensione dell’episodio intitolato “Resolution”
L’undicesima stagione di Doctor Who si è appena conclusa e ne è seguito il tipico speciale del periodo natalizio. Quest’anno una delle novità è che lo speciale è andato in onda il giorno di Capodanno invece del giorno di Natale, come da tradizione dal 2005.

Doctor Who – Speciale di Capodanno
Come sappiamo non è il solo cambiamento apportato dalla nuova era di Chris Chibnall e del tredicesimo Dottore: durante la stagione abbiamo visto un nuovo dottore, nuove musiche, un nuovo Tardis e tanto altro ancora. Tali modifiche hanno in parte minato l’andamento generale della serie. Alcuni episodi non si sono dimostrati sufficientemente rappresentativi, né Jodie Whittaker e i suoi compagni sono riusciti a conquistare appieno il cuore di tutti i fan – come erano invece stati capaci dottori come David Tennant, Matt Smith e Tom Baker. Lo speciale di Capodanno appena andato in onda, invece, sembra dare una speranza per una virata positiva nella dodicesima stagione di Doctor Who – vediamo come.
Doctor Who 12×00 “Resolution” | Recensione

Doctor Who
Il titolo di questo episodio speciale di Doctor Who è “Resolution” e rappresenta un collegamento diretto con il giorno di Capodanno – giorno in cui è andato in onda l’episodio. Resolution è il ‘buon proposito’ del Dottore: si fa un promessa, in linea con quella che ormai conosciamo essere la sua filosofia di vita. Una ‘nuova’ minaccia mina l’equilibrio della Terra e lei è sempre determinata a sconfiggerla. I Dalek sono dei nemici molto temuti dal dottore, che appunto si prefigge l’obiettivo di batterli, sia per il bene ed il futuro della Terra, ma anche come soddisfazione personale.
Se nell’ultima stagione avevamo assistito ad alti e bassi, a puntate estremamente lente e pochi elementi incisivi, questo speciale risolleva parzialmente le sorti di Doctor Who. Un ruolo favorevole è giocato proprio dall’arrivo dell’incombente minaccia dei Dalek, nemici storici del Dottore. Un unico esemplare è stato riportato in vita nei primi minuti di questa puntata da due archeologi che ne hanno disseppellito, involontariamente, un pezzo. Da qui, sebbene alcune prime scene ci avevano spiazzato – mostravano scene completamente fuori dagli schemi e che facevano pensare addirittura di aver sbagliato canale o orario (non temete se avete pensato anche voi fosse qualche pubblicità o spot!) – il tempo inizia ad essere più serrato, più attivo e movimentato. Il Dalek, mostrato in una forma nuova, prende il sopravvento sugli eventi creando il solito scompiglio.

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Doctor Who | Un mix di azione e sentimentalismi
Il tempo narrativo si divide in due filoni, uno più attivo e movimentato, stabilito dalle imprese del Dalek per stabilire la propria supremazia, un altro più lento e profondo in cui si esplora il legame di Ryan con suo padre. L’intero episodio, con questo mix di emozioni e momenti intensi, scorre piacevolmente.

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Esplorando il difficile e tormentato rapporto padre-figlio si tocca l’importante tematica della genitorialità. Importante e ben collegato al primo episodio dell’undicesima stagione (qui la recensione) di Doctor Who è il riferimento alla dinamica nonna di Ryan. La donne è ancora una volta compianta e ricordata per tutto quello che ha rappresentato per Ryan, per suo padre e – parzialmente – anche per Graham, ancora una volta è posta come l’antitesi del padre di Ryan. Una grande mancanza nella trama di questo episodio è data dall’assenza di riferimenti personali a quest’ultimo: non viene esposto in maniera appropriata, né tantomeno capito il motivo per cui è stato costretto ad abbandonare la sua famiglia.
Incisivo è uno dei dialoghi in cui si esprime al meglio l’essenza del rapporto con la famiglia: “Essere una famiglia non significa avere un patrimonio genetico comune. Riguarda quello che fai.” La frase, tratta dal dialogo tra Graham e il padre di Ryan, è un chiara accusa contro quest’ultimo, che – come è stato diverse volte ripreso nell’undicesima stagione di Doctor Who – non è stato presente nei momenti importanti della vita del figlio.

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Importante, inoltre, fare riferimento al collegamento con la realtà storica e politica attuale della Gran Bretagna. La critica alla brexit appare marcata quando il Dottore si ritrova a dover chiedere aiuto alla UNIT, un’unità governativa (Unified Intelligence Task Force) a cui si erano rivolti già numerosi protagonisti in passato e che ora è stata resa inattiva per mancanza di fondi dai paesi alleati.
Per i prossimi episodi della dodicesima stagione di Doctor Who dovremo aspettare il 2020.
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