Come il Pd risponde alla Lega che si bulla della folla accalcata ai suoi comizi

I dem: «C'è chi rispetta le regole e chi considera fessi quelli che le regole le rispettano»

di Gianmichele Laino | 05/09/2020

differenze comizi Pd-Lega

Da qualche giorno, la strategia elettorale della Lega (ma in generale anche degli altri account sovranisti che affollano i social network) sembra molto precisa. Mostrare gli insuccessi delle iniziative del Partito Democratico. Si passa dunque a mostrare stand praticamente deserti alle (superstiti) Feste de L’Unità e a evidenziare la mancanza di pubblico ai comizi dei politici locali che si stanno battendo per la competizione elettorale delle amministrative in regione. Di contro, la Lega mostra tronfia i successi di pubblico del Capitano Matteo Salvini e le adunate che si concentrano a ogni suo comizio (rigorosamente riprese dal lato ‘buono’, quello che si nota di più nell’angolatura della fotografia finale).

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Differenze comizi Pd-Lega, l’attacco del Carroccio

La Lega ha messo a confronto due fotografie della piazza di Albano Laziale: la prima mostra il comizio del Partito Democratico, con persone disposte su sedie distanziate. La seconda mostra invece il comizio di Matteo Salvini: stesso luogo e situazione completamente diversa, con le persone che si accalcano sotto al palco senza alcun distanziamento sociale.

Differenze comizi Pd-Lega, la risposta dei dem

«Stessa piazza, trova le differenze» – scrive l’account della Lega. Ma è il Partito Democratico in prima persona, questa volta, a rispondere: «In alto, un partito che, al pari di cittadini, le regole le rispetta. In basso, il partito di un ex Ministro dell’Interno che considera dei fessi coloro che le regole le rispettano. Questa è l’unica differenza che noi vediamo».

In effetti, nella foto del Partito Democratico si evince come le postazioni siano state collocate in quel modo in piazza proprio per favorire il distanziamento sociale. Cosa che, nonostante le mascherine, non si può affatto dire per i simpatizzanti della Lega accorsi in piazza. L’attacco del Carroccio ai dem di Albano Laziale, quindi, rischia di trasformarsi in un autogol comunicativo. Almeno per chi, al giorno d’oggi, è ancora in grado di distinguere quale possa essere il comportamento corretto e la giusta strategia di promozione politica.

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