Di Maio: «Salvini è come Junker». Il leghista replica: «Lui ha nostalgia di Renzi»

di Enzo Boldi | 24/05/2019

Di Maio-Salvini
  • Lo scontro a distanza Di Maio-Salvini prosegue anche nell'ultimo giorno di campagna elettorale

  • Il leader M5S sostiene che le posizioni del leghista non siano così diverse da quelle di Juncker

  • Il segretario del Carroccio replica: "Se ha nostalgia di Renzi e Gentiloni me lo dica"

Ci siamo. Tra poche ore tutto questo finirà e nella notte tra domenica e lunedì scopriremo dove ci hanno portato tutti questi attacchi, frecciate e insulti. La diatriba Di Maio-Salvini si colora anche nell’ultimi giorni di campagna in vista delle elezioni europee, prima dello stop e del silenzio elettorale che entrerà in vigore dalla mezzanotte che separa questo venerdì da sabato. Oggi, dunque, le ultime contese e le armi dialettiche sembrano essere affilatissime.

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Qui Luigi Di Maio. Intervistato da Il Corriere della Sera, il leader del Movimento 5 Stelle ha rimarcato le nette distanze che, ormai, intercorrono tra lui e il suo collega e socio di maggioranza. Fratture rese ancor più evidenti dalle recenti vicende giudiziarie. «Prima c’era una collaborazione migliore e al di là dei rapporti personali tutto è cominciato quando è scoppiato il caso Siri – ha sottolineato il leader pentastellato -. A breve Matteo e Juncker si daranno la mano, non sono incompatibili: Orban, Le Pen e Juncker dicono la stessa cosa sia sull’immigrazione che sull’austerity».

Di Maio-Salvini: lo scontro prima del silenzio elettorale

Qui Matteo Salvini. Intervistato dal Gr1, il leader del Carroccio ha, invece, attaccato l’alleato di governo, accusandolo di voler tornare ai tempi in cui al governo c’era il partito Democratico. «Mi sembra che mi stiano insultando da settimane, io rispondo col lavoro – ha detto il vicempremier leghista -. Non so se Di Maio ha nostalgia Di Renzi e Gentiloni. Basta che lo dica». Uno a uno, palla al centro.

Lunedì è prevista la pace

Da lunedì, però, tutto potrebbe tornare alla normalità. Entrambi i leader di Lega e Movimento 5 Stelle hanno detto di esser pronti a risedersi allo stesso tavolo di nuovo. Una riappacificazione che dovrebbe arrivare grazie allo smussamento dei toni da campagna elettorale conclusa. Molto, però, dipenderà dai risultati delle urne. Lo scontro Di Maio-Salvini potrebbe concludersi alla mezzanotte di oggi, ma certi insulti e accuse non possono essere curate con del gesso.

(foto di copertina: ANSA/MASSIMO PERCOSSI + ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI + ANSA/RICCARDO ANTIMIANI + Zheng Huansong/Xinhua via ZUMA Wire)