Caos Consiglio dei Ministri: Salvini contro il decreto salva-Roma, Di Maio arriva in ritardo

di Gaia Mellone | 24/04/2019

Caos Consiglio dei Ministri: Salvini contro il decreto salva-Roma, Di Maio arriva in ritardo
  • Ieri sera il Consiglio dei ministri iniziato con due ore di ritardo

  • Assente per la prima parte Luigi Di Maio, impegnato da Floris. Per il M5S solo tre ministri

  • Matteo Salvini, presente e agguerrito insieme a suoi tanto da rilasciare interviste prima della chiusura, fa arrabbiare Giuseppe Conte

Il Consiglio dei Ministri inizia in ritardo: alle 20 invece che alle 18. E si rivela essere un caos. Una riunione che è lo specchio della giornata politica che giungeva a conclusione, ma anche degli ultimi mesi in cui tra Lega e Movimento 5 Stelle i punti di rottura continuano ad aumentare. Presente e agguerrito, Matteo Salvini continua la sua battaglia contro il decreto salva-Roma, e addirittura scappa fuori per dire ai giornalisti che «non c’è nel dl crescita», e pare che Giuseppe Conte non abbia nascosto la sua insofferenza. . Intanto Luigi Di Maio sta registrando la puntata da Giovanni Floris de Di Martedì, dove attacca Armando Siri. Poi arriva, ma la lite continua per diverse ore. Alla fine, il compromesso: salta qualche comma del decreto, ma resta nel dl crescita.

Caos Consiglio dei Ministri: Salvini contro il decreto salva-Roma, Di Maio arriva in ritardo

Tra i due litiganti, il terzo gode. E non parliamo di Giuseppe Conte stretto tra incudine Luigi Di Maio e il martello Matteo Salvini, bensì del Parlamento. All’organo bicamerale spetterà discutere e modificare il dl crescita, decreto salva-Roma incluso. Secondo il Movimento 5 Stelle, il compromesso che lascia nel dl crescita il  decreto, seppur spogliato di diversi commi – sono sopravvissuti solo il primo e il settimo- , è «un punto di partenza» e confida che «il Parlamento saprà migliorare il provvedimento che a costo zero fa risparmiare soldi non solo ai romani ma a tutti gli italiani». A garantire il costo zero sarebbe stato anche Giovanni Tria, secondo alcune indiscrezioni. Ma non soddisfa ancora la Lega: «I debiti della Raggi non saranno pagati da tutti gli italiani, ma restano a carico del sindaco».

Compromesso raggiunto, ma solo dopo lo show di Matteo Salvini

Il timore è che in Parlamento si ripeta il caos andato in scena ieri sera, e negli ultimi mesi. Matteo Salvini, che era presente con tutti i suoi ministri contro i soli 3 del Movimento 5 Stelle (Barbara Lezzi, Alessandro Bonisoli e Elisabetta Trenta) ha tenuto il punto con decisione. Approfittando dell’assenza del collega vicepremier, è uscito a parlare con i giornalisti e fare il solito rituale di selfie. «Quando si parla di crescita, è importante esserci. Lo stralcio l’ho concordato con chi c’è». Smentito immediatamente dai pentastellati che rispondono «non è ancora stato deciso nulla» aspettando pazientemente l’arrivo del leader. E intanto Giuseppe Conte fa sempre più fatica non solo ad arginare gli eccessi, ma a mantenere lui stesso la pazienza.

(creditas immagine di copertina: ANSA/RICCARDO ANTIMIANI)