Concita De Gregorio unica a pagare per l’Unità: «Mi sposto sui mezzi pubblici e firmo contratti simbolici da 2 euro»

di Redazione | 07/02/2019

Concita De Gregorio
  • Concita De Gregorio è stata direttrice de L'Unità dal 2008 al 2011

  • La vecchia società editoriale è fallita e ora resta solo lei a sostenere le spese per le cause civili

  • "Ho difficoltà a pagare le bollette, giro con i mezzi pubblici e firmo contratti simbolici a 2 euro"

La storia di Concita De Gregorio ha dei tratti paradossali. La giornalista, che è stata direttrice de L’Unità dal 2008 al 2011, è di fatto l’unica persona che sta pagando per il fallimento della testata. Nella fattispecie, come direttore responsabile, paga le cause civili che sono state intentate nei confronti del giornale. In quanto ex numero uno, secondo la legge, condivide la responsabilità in solido con gli autori degli articoli contestati.

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Concita De Gregorio e le difficoltà economiche per le cause de L’Unità

«Ogni centesimo che ho guadagnato – ha detto in un’intervista al Fatto Quotidiano – mi è stato sequestrato per pagare le cause civili de L’Unità al posto di un editore che nel frattempo si è fatto nebbia». A Open, invece, la De Gregorio è ancora più esplicita e racconta le condizioni in cui è costretta a vivere: «Non posso pagare le bollette, giro con i mezzi pubblici, sottoscrivo contratti simbolici da 2 euro per continuare a fare il mio lavoro con dignità, sorriso, forza. Non sto certo bevendo caipirinha sui terrazzi romani».

La storia di Concita De Gregorio

La vicenda di Concita De Gregorio rientra tra quelle storie italiane che sono rese più complicate dai cavilli della giustizia. La giornalista, infatti, dopo i tre anni alla guida del giornale, viene congedata dal nuovo gruppo dirigente del Partito Democratico che, nel frattempo, aveva fatto cambiare proprietà alla testata. Con questo cambio di proprietà, il vecchio editore (Nie) dismette tutte le responsabilità nelle cause civili. E lascia la giornalista a fronteggiare da sola la giustizia e i successivi risarcimenti.

«Non ho mai perso una causa in vita mia, in 35 anni di carriera. Se pago è solo per condanne che riguardano l’editore e i giornalisti sotto la mia direzione» – ha ribadito la giornalista sia a Open, sia al Fatto Quotidiano. Una sentenza del 2017 permetterebbe in realtà alla De Gregorio di rivalersi sull’editore, ma al momento quel vecchio contenitore è svuotato, non esiste più. E il Pd non si è fatto vivo. Accuse e beffe, la vita di Concita De Gregorio va avanti così. Mentre continua fortemente a credere nel mestiere che ha esercitato in una vita e che, ora, le sta presentando un conto ingiusto.

(Credit Image: © Pamela Rovaris/Pacific Press via ZUMA Wire)