L’epica risposta di Claudio Marchisio a chi ha criticato il suo post sui migranti

di Stefania Carboni | 26/05/2017

claudio marchisio

Claudio Marchisio ha voluto dedicare spazio sulla sua bacheca Facebook al dramma dei migranti nel Mediterraneo. Il centrocampista della Juventus ha postato l’immagine di un bimbo tratto in salvo con questa didascalia:

Viaggi della speranza che finisco in tragedia per molte persone!
Ancora corpi senza vita nel #mediterraneo
Come la tragedia di Manchester, avvenuta pochi giorni fa, continuiamo a vedere, sentire e leggere notizie strazianti e storie assurde!
Come sta cambiando il mondo?

Il disagio che si scatena nei commenti sotto al post è alto. C’è chi gli dice di pensare al calcio, chi prima agli italiani, chi si augura che quei barconi affondino. «Pensa alla Champions che è più importate de sti 4 monnezzari inutili ma magari affondano tutti», scrive un utente.
«Statti nella tua casa fatata dove va tutto bene – aggiunge un certo Mariano, juventino – non sai neanche cosa significa vivere nell’inferno della periferia». E infine sotto, Tano: «Portateli tutti a casa tua, cosi sei da esempio».

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C’è però un commento in particolare a cui il calciatore ha voluto replicare. Andrea, che ha raccolto 35 likes, ha commentato:

Beh da juventino sfegatato posso dirti una cosa? Con un tuo cazzo di stipendio di un anno potrebbero viverci una marea di famiglie italiane con i genitori che fanno gli operai e rischiano la vita tutti i gg per portare a casa 2 lire e non arrivare a fine mese pur di crescere bene i loro figli ma di che cazzo stiamo parlando? Con te e tutti quelli come te che guadagnano stramiliardi per giocare a pallone. Ok fate sacrifici anche voi ma imparagonabili a quelli delle persone normali..perciò certo discorsi non fanno per voi.. Anche se sono il primo a esultare come un matto quando la juve vince ma perfavore non parliamo di certe cose ..

La risposta di Marchisio:

Io penso di essere libero, come te, di poter pensare e commentare. Qui non si parla di denaro, ma di possibilità di vivere, di scappare da guerre, da persone violente. DI POTER PORTARE I PROPRI FIGLI a concerti o al parco senza che nessuno si faccia esplodere.Il mio pensiero andava a difendere la vita delle persone, alla libertà delle persone, non al fatto di avere mancanze materiali o altro. Io non sono nato calciatore, ho vissuto i problemi di milioni di famiglie come te e tutti quanti. Ora la mia vita è cambiata sicuramente, ma il mio pensiero era totalmente diverso da quello che tu mi hai fatto leggere, consapevole dei problemi che tu mi hai elencato, ma non fanno parte di quello che io volevo condividere. Ti abbraccio

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