One Chicago – Recensione: Chicago PD chiude il crossover con il dolore di Jay Halstead

Redazione 8 Ott 2018
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E’ Jay Halstead il protagonista dell’ultimo episodio del crossover One Chicago. La morte del padre di Jay e Will, porta emozioni difficili da gestire, e un incredibile Jesse Lee Soffer nel nuovo episodio di Chicago PD 6.
Il secondo episodio di Chicago PD 6 resta legato al crossover grazie a Kelly Severide e Will Halstead. Il tenente della 51 è lì per aiutare, e lo fa. Soprattutto nel momento in cui Jay ha bisogno di una persona che gli somiglia più di quanto non creda. Il padre di Jay e Will è morto a causa dell’incendio. Un incendio legato al cartello messicano e alla sconosciuta che morirà poco dopo essere scappata dal Chicago Med.
E’ il dolore del detective Halstead a muovere i fili in questo episodio di Chicago PD. Hank Voight se ne rende conto non appena arriva in ospedale. Ma Jay non può restare in disparte. Non lo ha fatto nemmeno Hank. C’è qualcosa che accomuna tutti i detective dell’Intelligence: quando è personale, o quando lo diventa, non puoi stare con le mano in mano.

Chicago PD

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Uno straordinario Jesse Lee Soffer mostra il dolore che Jay porta dentro di sé. Chicago PD ci aveva già mostrato il dolore di Jay, o il difficile rapporto con suo padre. Ma ciò che riesce a trasmettere Jesse Lee Soffer, lascia ogni volta senza respiro. Come gli occhi di Jay, che ci mostrano rabbia e dolore sin dal primo momento.
L’Intelligence si mette in moto. Hailey è con Jay, gli guarda le spalle. Esattamente come Voight, che lo ascolta e osserva in silenzio tutto ciò che accade. I pezzi intanto si mettono insieme, ma manca il colpevole. Manca chi ha appiccato l’incendio. Chi ha reso il padre di Jay “un danno collaterale“.
Nel corso di tutto l’episodio di Chicago PD 6, ultima parte del crossover One Chicago (la recensione dei primi due episodi), Jay è una bomba ad orologeria. E chi ci rimette, tra uno sfogo e l’altro, è Hailey. Questa ragazza che incassa i colpi continua ad essere una sorpresa. Il suo modo di essere partner, amica e parte della famiglia, è stato visibile sin da subito. E anche questa volta Hailey è lì per Jay. E la sola speranza è che possano avvicinarsi sempre di più. Sorry ragazzi, ma il sorriso di Upton vince su tutto.

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Chicago PD 6: Kelly Severide in aiuto di Jay Halstead

Le indagini dell’Intelligence portano ad un arresto. Tutto si muove intorno a chi non vuole parlare per non dover tradire suo figlio. Il suo stesso sangue. Ma cosa succede se di figli ce ne sono due? Da un lato il bravo ragazzo, quello che si è costruito una vita pulita. E dall’altro, chi invece ha scelto di seguire le tue orme, ma con brama di potere. Quale sarà la scelta? Perché una scelta c’è sempre, Jay ha ragione. Ma ne ha da vendere anche Hailey. Non si può rischiare la vita di un uomo innocente.
Ed è Jay a dare l’idea per scoprire dov’è la pecora nera della famiglia, l’uomo che ha ucciso suo padre. Gli occhi del detective Halstead sono ancora pieni di lacrime e rabbia. Anche durante l’interrogatorio in cui ho avuto paura di vederlo esplodere. Ma Hank gli resta accanto. Anche quando Jay non lo capisce.
E il suo modo di aiutarlo è quello di metterlo in panchina. E’ troppo coinvolto. Ma c’è una cosa che Hank Voight non ha considerato in questo episodio di Chicago PD. In ogni detective dell’Intelligence, c’è un po’ di lui. Del sergente Voight. E così, quando Hailey prende le chiavi e la radio, Jay chiama la sola persona che sapeva sarebbe corsa. Chiama Kelly Severide.

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Ed eccolo un altro motivo per amare questo, e qualsiasi altro crossover One Chicago. L’interazione tra personaggi che altrimenti potremmo non vedere mai insieme. L’appoggio di Severide è ciò di cui ha bisogno Halstead. Così come noi abbiamo bisogno di vederli insieme ancora e ancora… e ancora.
Jay lo vede. Nelle gambe ha la morte di suo padre. Niente e nessuno lo avrebbe fermato. E mentre Jay corre, esplodono due colpi. Jay ferma l’assassino di suo padre, ma rimane ferito. E a pochi minuti dalla fine di questo episodio di Chicago PD, il cuore smette di battere. La mente lo sa che non può accadere, ma il cuore, quello è un’altra storia. E come Hailey, anche noi abbiamo paura.

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La pistola di Jay è puntata verso l’uomo che ha ucciso suo padre. Ogni parte del suo corpo vorrebbe premere quel grilletto. Ma Jay Halstead non è Hank Voight. Di sergente dell’Intelligence ce n’è uno solo. Nel bene e nel male. Jay chiama l’ambulanza e mentre il respiro ancora manca, arriva Hailey. E il suo sguardo è il mio.
Adam guarda Hailey, la sua mano accarezza il viso di Jay. C’è qualcosa sotto la superficie? Io continuo a sperare di si. Regaliamo una gioia a questo ragazzo, se la merita.
Mancano pochi minuti alla fine di questo episodio di Chicago PD. Hank Voight ha qualcosa da dire al suo detective, all’uomo che deve proteggere. Ad un altro membro della sua famiglia che non può perdere. La voce di Hank è dura e ferma. Non può e non deve disobbedire ad un ordine diretto. Poteva morire. Avrebbero portato un’altra bara. E una, può bastare. Hank Voight padre e amico dei suoi detective. Ancora una volta Jason Beghe ci emoziona con una performance che ricorderemo a lungo.

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Dopo il bastone la carota. In questo caso, il sorriso di Hailey che accanto ad Adam non riesce trattenere le lacrime. Continua a crescere Adam Ruzek, e ancora una volta mostra di essere una buona spalla a cui appoggiarsi.
Ancora una volta Hailey sono io. E adesso è arrivato il momento di dire addio. Negli ultimi secondi dell’episodio di Chicago PD, Jay scopre che suo padre è sempre stato fiero di lui. Ha seguito la sua carriera, ne ha conservato i momenti importanti. Le lacrime scendono, un’altra parte di Jay Halstead va via per sempre.