Chicago PD 6×18 – Recensione: La legge di Chicago

E’ la legge di quei quartieri a vincere in questo nuovo episodio di Chicago PD in cui Hank Voight ci ricorda cos’è la paura.
Siamo tornati accanto alla gabbia, siamo tornati in una guerre tra gang e nel mondo sporco della politica attraverso l’ultimo episodio di Chicago PD. Hank Voight ne è stato il protagonista accanto alla città di Chicago e alle sue regole. Sullo sfondo la nuova relazione di Kim Burgess. Nessun triangolo amoroso. Solo Chicago e i detective di Hank Voight pronti a seguire gli ordini del loro sergente. Quegli episodi che ci portano ad amare ancora di più questa serie.

Ancora una volta è Kim Burgess ad aprire l’episodio di Chicago PD. La nostra poliziotta preferita è con Blair. Lavorare con Kelton non è esattamente il massimo, ma il ragazzo sa il fatto suo e quindi lo perdoniamo. Come ci aveva più volte detto Rick Eid, Kim sta andando avanti (Burgess protagonista del prossimo episodio di Chicago PD). Proprio come ha fatto Adam. I due sono amici, e nonostante il dispiacere nel non poter ritrovare i Burzek in un qualsiasi episodio di Chicago PD, apprezzo l’aver eliminato (almeno per il momento) qualsiasi dramma amoroso.
Ma Kim e Blair sono sullo sfondo, chi c’è in prima linea nel nuovo episodio di Chicago PD è la città e le sue regole. Quelle dei quartieri in cui Hank Voight ha lavorato per anni. Ne conosce ogni centimetro, ricorda ogni storia, anche quelle in cui non era presente. E quelle strade, adesso, sono sporche di sangue innocente. Le nuove generazioni di gang contro quelle che ci sono sempre state. Il passato e il futuro.
Hank , Ray e Kelton si ritrovano accanto al corpo di una giovane donna morta con la sola colpa di essersi trovata nel posto sbagliato al momento sbagliato. E l’unico che può cambiare le cose è lui, il sergente dell’Intelligence. E’ Ray Price a proporre la cosa a Kelton mentre Voight pone la sua unica regola: una tregua dalla guerra della politica. Ce n’è già una da combattere. Hank dovrà far incontrare i capi delle due gang e trovare con loro un accordo per evitare altre vittime innocenti.

Ancora una volta Chicago PD porta nel suo show una realtà che il nostro mondo vive ogni giorno. Vittime innocenti di un’altra guerra sporca. Quante volte ne abbiamo sentito parlare. La realtà di Chicago PD è la nostra realtà. Hank dovrà quindi trovare un modo di far smettere di sparare. Ray e Kelton dovranno solo lasciarlo fare. Ma le cose non vanno mai come dovrebbero.
Il meeting per la pace tra le due gang di Chicago avviene alla presenza di Hank e Jay. C’è ancora lui al suo fianco. Jay Halstead continua ad essere una parte mancante del suo sergente. Si completano a vicenda e si guardano le spalle. Se pensate a come abbiamo iniziato. Adesso questi due uomini si rispettano, si stimano. Sono parte l’uno della famiglia dell’altro. Un cambiamento che mi ha stupita ad ogni passo, e che continua ad emozionarmi.
Ma qualcosa va storto durante l’incontro. Le vetrine del negozio vengono fatte a pezzi da colpi di mitra e un donna si ritrova in una pozza di sangue distesa su un marciapiede. Il sergente dell’Intelligence vuole un nome, quello del colpevole. La nuova gang è composta da ragazzini, il loro capo ha solo 16 anni. Ed è lì che bisogna cercare. Proprio vicino a questi ragazzini che credono di poter comandare il mondo, di poter fare ciò che vogliono distruggendo vite innocenti. Ma Hank non scherza e c’è chi lo imparerà a proprie spese.
Andate a pagina due per la seconda parte della recensione
Chicago PD 6×18 – Recensione: La legge di Chicago

48 ore di tempo, solo 48 ore prima della rappresaglia verso questi ragazzini e la loro gang. Questo il tempo che il boss vecchia scuola da ad Hank Voight. O forse sarebbe meglio dire che queste sono le ore che il sergente decide di prendersi. Non si danno ordini ad Hank Voight. E se lo si fa, bisogna essere pronti a pagarne le conseguenze.
Se c’è una cosa che le vecchie e le nuove gang hanno in comune è la regola del silenzio. Chi fa la spia deve morire. E’ così che ha sempre funzionato e continuerà a funzionare. Certe cose non si cambiano perché sono la legge. L’Intelligence è in un vicolo cieco, non ci sono testimoni o persone pronte a parlare. Questo fino a quando Hailey non si rende conto che la sorella della donna rimasta uccisa, ha visto ogni cosa. Ma anche in questo caso è difficile combattere. “Tanto cosa cambierebbe“. La Polizia si è sempre girata dall’altra parte in certi quartieri. Anche questa è sempre stata una regola.
E allora Hailey Upton fa una cosa che non si dovrebbe mai fare se non si è certi del risultato. Una promessa. Una di quelle che Upton non manterrà mai. Perché quando tutto sembra allinearsi, quando l’Intelligence trova il ragazzino che ha sparato, quando la donna è pronta a testimoniare nonostante le parole di Kevin, Kelton ne fa una delle sue distrugge tutto ciò che Hank aveva fatto.

Per acquistare voti, Kelton fa una mossa politica mettendo sulla schiena della testimone un bel bersaglio. C’è una ricompensa ora. Ma non ci sarà più nessuna testimonianza. Solo un treno per un’altra città. La rabbia di Hank è la nostra. Dopo aver perso sua sorella, la donna che aveva deciso di mettere la giustizia davanti anche alla sua stessa vita, viene allontanata da Chicago perché il potere è sempre la cosa più importante. Kelton però non ha messo in conto che, questa volta, anche lui ha perso.
E alla fine di questo episodio di Chicago PD, Hank Voight si rivolge di nuovo alla legge della strada per mettere fine a questa guerra. La nostra certezza è che Chicago PD non avrebbe ragione di esistere senza Hank Voight. La consapevolezza del sergente è invece “semplicemente” questa…

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