Chicago PD 6×15 – Recensione: Un’azione sbagliata per le giuste ragioni

E’ l’istinto di Jay Halstead il protagonista di questo nuovo episodio di Chicago PD che chiude il crossover con Chicago Fire.
Anche in questo caso, come accaduto dopo aver visto l’episodio di Chicago Fire, il primo pensiero va a ciò che questa volta è mancato. Una maggiore interazione tra i personaggi. Qualcosa di più di due schieramenti che si incontrano. Jay, Cruz, Voight, Boden. Li abbiamo visti insieme nella stessa stanza come ormai accade in molti episodi (con nostro immenso piacere) degli show One Chicago. Ma, in questi due episodi e a differenza di quanto dichiarato da Derek Haas, non c’è stata una reale fusione.
Ma questo episodio di Chicago PD ha regalato comunque grandi emozioni. Grazie ad Aiden, a questo ragazzino di 15 anni che “cercavamo solo di uscirne pagando“. A Jay Halstead, al suo istinto e ad Hank e Ray per quell’ultimo momento. Una menzione speciale va però al sergente Trudy Platt. Cosa sarebbe Chicago PD senza di lei?

“Un’azione sbagliata per le giuste ragioni“, con queste parole si riassume il nuovo episodio di Chicago PD. Quello che chiude il crossover con Chicago Fire (la nostra recensione). Avevamo lasciato Cruz minacciato da Suggs, il vigile del fuoco accusato forse da ognuno di noi di essere il colpevole nelle rapine nella città di Chicago. Ed è così. La realtà dei fatti è questa. Ma ci vuole l’istinto di Jay Halstead per capire che c’è anche altro dietro.
Altro che ha visto anche Joe Cruz. Nell’ufficio di Boden, Cruz cerca di farsi ascoltare. Ma Voight è un poliziotto, ha bisogno di prove e fatti concreti. Non di parole. Quelle, nel mondo di Hank contano ben poco. Ma quello che non sa Joe, è che se c’è qualcuno che lotterà sempre per i diritti dei più deboli, quello è proprio il sergente dell’Intelligence. E con lui, i suoi agenti e detective.

Pochi minuti dopo l’inizio del nuovo episodio di Chicago PD, Jay, Hailey e Kim trovano Suggs. O almeno il suo corpo. Il vigile del fuoco è morto. Ucciso con colpi di pistola alla testa e al petto. E quel ragazzino che ha cercato di salvare la vittima dell’ultima rapina, quel 15enne che Jay ha guardato negli occhi, non è un assassino. Non è lui il colpevole. Il detective Halstead continua a ripeterlo. Ed Hank Voight sceglie di non sottovalutare il suo istinto.

Ancora una volta, anche senza essere centrale, il legame tra Jay ed Hank viene messo in evidenza. In sei anni il rapporto tra questi due poliziotti è diventato molto più profondo, consapevole, fatto di fiducia e rispetto reciproco. E nel nuovo episodio di Chicago PD, ad Hank Voight è bastato ascoltare le parole del suo detective per decidere la prossima mossa.
I pezzi si mettono insieme pian piano mentre Jay cerca di aiutare quel ragazzino che vorrebbe confessare ogni cosa. Ma che è colpevole solo di quelle rapine. C’è dell’altro da scoprire. Bisogna capire il perché. Jay viene appoggiato da Hailey. C’è lei accanto a lui in ogni momento. Mentre io, in ogni momento, mi chiedo il perché di Adam e Hailey come coppia. Per quale motivo trasformare Chicago PD in Beautiful? Una domanda che non avrà mai una risposta soddisfacente.

Andate a pagina due per la seconda parte della recensione di Chicago PD
Chicago PD 6×15 – Recensione: Un’azione sbagliata per le giuste ragioni

Anche Ray torna in questo nuovo episodio di Chicago PD. Lo ritroviamo mentre chiede un favore ad Hank, per la loro amicizia. Scagionare Suggs dalle accuse in modo che la famiglia possa prendere la pensione completa. Ogni volta che appare, proprio come il sergente, anche io mi ritrovo a chiedermi quale sia il suo scopo.
Vuole aiutare la famiglia di Suggs? O solo ottenere l’appoggio del Dipartimento dei vigili del fuoco di Chicago prima delle elezioni per il nuovo sindaco? Forse qui la risposta è più semplice: entrambe. Un uomo può agire spinto da entrambe le motivazioni ed essere così,”forse“, l’uomo giusto per guidare Chicago.

Jay ed Hank, ancora una volta insieme, scoprono qual è la verità. Aiden e Chris sono due ragazzini che volevano semplicemente uscire da quel giro in cui erano entrati quando avevano solo 9 anni. Suggs avrebbe voluto aiutarli e per questo, doveva essere eliminato. Questo è il motivo per cui è morto, per aver cercato di aiutare due ragazzini del suo quartiere, della sua città. Ma la parola di due 15enni con precedenti non vale molto. Ci vogliano delle prove concrete.
Aiden mi tiene con il fiato sospeso da quando decide di indossare la cimice per uscire da quella vita, per provare a ricominciare, fino a quando non si ritrova accanto a Jay. A quel poliziotto che ha creduto in lui, proprio come Cruz ha creduto agli occhi di Suggs. Sotto lo sguardo fiero di Jay Halstead, Aiden riesce a fornire alla polizia le prove di cui ha bisogno. E’ finita.
Al termine di questo episodio di Chicago PD sono tre i momenti che vanno ricordati. 1) Se Hailey dovesse seguire qualcuno ciecamente, seguirebbe Jay. Senza alcun dubbio. Si è fidata di lui sin dal primo momento e continuerà a farlo.

E allora perché non dare un’altra possibilità ai Burzek? Perché la scelta del quadrilatero amoroso in questa stagione di Chicago PD? Già in tre si sta stretti, in quattro siamo decisamente fuori misura. O, per esempio, in questa stagione di Chicago PD ci saremmo potuti soffermare sui casi senza drammi amorosi. Poteva essere qualcosa di diverso.
Vorrei che non fosse così, ma ho amato le parole di Hailey e lo sguardo di Jay. Quello che viene fuori quando il detective inizia a voler bene a qualcuno. Quando c’è qualcosa di più. Beautiful it’s coming!

2) Hank e Ray. Due uomini forti, che amano Chicago. Hank non può scagionare Suggs. Per farlo dovrebbe condannare quei due ragazzi che potrebbero ancora farcela. La scelta è semplice, o quasi: Suggs o Aiden e Chris. Hank sceglie ciò che Suggs avrebbe voluto. E, nonostante tutto, Ray lo sa. Lo capisce. Sa che è la cosa giusta da fare. Metterà quei due ragazzi in un riformatorio da dove ne usciranno e potranno ricominciare. Forse è lui quello giusto.
3) Joe Cruz capisce chi è realmente Jay Halstead. Quel distintivo e quella pistola rappresentano quello che fa e quello che è. Ciò in cui mette tutto sé stesso. Proprio come ogni detective e agente dell’Intelligence. Il Distretto 21 ha fatto una colletta per la moglie di Suggs. Per aiutarla. Ma c’è dell’altro. Jay ha bisogno di dirle che suo marito era l’uomo che conosceva. Un uomo che ha dedicato la sua vita alla città di Chicago.
Ne ha bisogno Halstead, e ne ha bisogno anche quella donna, moglie, madre. Resto in silenzio ripetendo quelle parole che hanno rappresentato questo episodio di Chicago PD: “Un’azione sbagliata per le giuste ragioni“.

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