Chicago PD 6×08 – Recensione: Il colore della pelle, il colore della divisa

L’ottavo episodio di Chicago PD 6 è andato in onda. Kevin Atwater ne è stato il protagonista. Intanto, l’inizio di quello che sembra sarà un periodo difficile per Antonio Dawson.
Lo avevamo già visto nello scorso episodio di Chicago PD 6. Il piccolo incidente alla spalla di Antonio Dawson durante un inseguimento, si sta trasformano in qualcosa di più serio. Intanto, al centro del nuovo episodio di Chicago PD 6, Kevin Atwater e un LaRoyce Hawkins difficile da dimenticare.

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Il nuovo episodio di Chicago PD 6 ci parla di droga, di ragazzini la cui unica certezza nella vita è quella di spacciarla per qualcuno che non ti guarderà mai le spalle. Ma ci parla anche del colore della pelle, della provenienza, di un mondo che sembra essere diverso per ognuno di noi. Ogni mondo ha le sue regole, e per Kevin Atwater è difficile muoversi senza ferire le persone e parte di quel mondo da cui proviene.
Un ragazzino muore pochi minuti dopo l’inizio di questo nuovo episodio di Chicago PD 6. La sua vita si spegne tra le braccia di Kevin che non riesce a trattenere la rabbia. Chicago è una città difficile. Come difficile è, in ogni parte del mondo, essere un ragazzino che non ha nulla. Che vorrebbe solo essere un ragazzino. Ma ancora una volta la realtà si mostra negli show One Chicago, come da sempre ci ha abituati Dick Wolf.

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Dopo la morte del ragazzino che lavorava per un uomo con una fedina penale di tutto rispetto, Kevin e Adam trovano qualcuno che potrebbe aiutarli a salvare un altro di quei ragazzini togliendo dalla strada un assassino, uno spacciatore e un trafficante d’armi. E mentre questo succede, Kevin Atwater si muove tra il distintivo e il quartiere dove è nato, circondato dalle persone che cerca di salvare indossando quella divisa.
Ma non è sempre facile capire ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Ci sono delle regole che non sono sempre giuste. O lo sono ma andrebbero applicate in modo diverso. O dovrebbero poterci essere dei cavilli. O non lo so… Non so se è giusto ciò che ha fatto Kevin. Ma quando è stata trovata quella pistola, e quell’impronta, sono rimasta in silenzio a guardare i suoi occhi rendendomi conto di quanto è facile perdercisi dentro.

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Andate a pagina due per la seconda parte della recensione di Chicago PD 6
Chicago PD 6×08 – Recensione: Il colore della pelle, il colore della divisa
Kevin ha fatto la sua scelta, non poteva restare in silenzio. Ma Kevin ha fatto anche una cosa che non tutti di detective di Chicago PD hanno ancora capito: prima di fare qualsiasi cosa, prima di prendere qualsiasi decisione, bisogna parlare con Hank Voight. La squadra funziona solo se si riesce a memorizzare quella semplice regola.

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Intanto, nel nuovo episodio di Chicago PD 6 ringrazio per non essermi dovuta sorbire ancora una volta Hailey e Adam insieme. Anche quando il detective Ruzek lancia una battutina, e Upton sorride, diventa una scelta impossibile tra tapparmi le orecchie o inveire gentilmente con scrittori e produttori. Quando capiranno che almeno per i Burzek dovremmo avere un lieto fine, non sarà mai troppo tardi.
Delle coppie che abbiamo amato negli show One Chicago, al momento non se n’è salvata nessuna. Vediamo di cambiare le cose ora che andiamo anche incontro al Natale.
Antonio Dawson intanto sembra stia per fare un grosso scivolone. Il detective ha preso un brutto colpo alla spalla e ha bisogno di alcune pillole per lavorare, per alleviare il dolore. Ma la strada verso la necessita e la dipendenza è breve. Dobbiamo solo sperare che Hank o Kim riescano a vederlo prima che sia troppo tardi.

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Vedere Antonio in questo momento credo sia una delle cose più interessanti di Chicago PD 6. Nei primi episodi Antonio si è mostrato, come sempre negli ultimi sei anni, un poliziotto integerrimo. E adesso? Adesso c’è la paura di non poter fare più ciò che ama, quello che è. Adesso non c’è più solo il detective. Ma c’è l’uomo Antonio Dawson.
Kevin Atwater continua intanto ad essere il protagonista di questo episodio di Chicago PD 6 (Jay pronuncia si o no cinque parole). C’è più spazio per questo personaggio che è cresciuto molto in questi sei anni. Se poi ci mettiamo che, finalmente, dopo sei anni, non sono stati solo i suoi occhi e il suo sorriso a tenermi incollata allo schermo… Allora abbiamo una chiara idea di uno dei motivi per cui questo episodio di Chicago PD è degno di essere visto.
In ogni caso. Kevin fa la sua scelta, seguire la legge. Ma per seguire la legge e il distintivo una donna che un tempo era una ragazzina stupida finita nel posto sbagliato, nel momento sbagliato e con la persona sbagliata, finirà in prigione per tre anni. Gli occhi di Kevin Atwater non smettono di guardarci per tutto l’episodio di Chicago PD.

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Kevin sente il peso della sua scelta addosso. E noi lo sentiamo con lui. E così, negli ultimi secondi dell’ottavo episodio di Chicago PD 6, Kevin diventa per un attimo Hank Voight. La pistola finisce nel fiume. A cosa servirebbe mettere in prigione quel ragazzino? A chi gioverebbe? Un ragazzino nato sotto una cattiva stella che, forse, in tutta questa storia potrà trovare la forza di ricominciare. Sono con Kevin Atwater dal primo all’ultimo minuto di Chicago PD 6.
E con questi occhi, dove altro potrei essere.

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