Chicago PD 5×12 – Recensione: Adrenalina, paura, Kevin Atwater

Il dodicesimo episodio di Chicago PD 5 ci tiene incollati allo schermo. Regala adrenalina pura fino a quell’ultimo secondo, fino a quell’ultimo abbraccio.
Un episodio intenso sin dal primo istante il dodicesimo della quinta stagione di Chicago PD. Kevin Atwater viene rapito, insieme a lui il padre di un ragazzino che “non mi inginocchio davanti a nessuno“. Torniamo indietro nel tempo con il nuovo episodio di Chicago PD 5. Kevin ha sparato, non poteva fare altrimenti. Quel ragazzino aveva ucciso un uomo, non si sarebbe fermato, non si fermò nemmeno davanti a quel distintivo pronto a proteggerlo e salvarlo nonostante tutto. Adrenalina, paura, il cuore che non smette di battere più forte di qualsiasi altro rumore. Kevin Atwater ci mantiene legati allo schermo, Chicago PD torna ad emozionare ancora una volta.
Ma questo episodio di Chicago PD 5 riesce a regalare anche sorrisi grazie ad un personaggio che meriterebbe più spazio all’interno di questa stagione. E’ il compleanno di Trudy Platt, tutti al Molly. E tra un bicchiere e l’altro, un momento di gloria al karaoke. Nessuno come lei, nessuno come il sergente Platt!

Chicago PD 5
La paura di dover dire addio nel nuovo episodio di Chicago PD 5
Kevin non è a casa sua, non è al Distretto 21, non c’era al Molly per il compleanno di Platt. Bastano pochi secondi ai detective dell’Intelligence per capire che qualcosa non va. Che Kevin è in pericolo. Il dolore, la rabbia, la paura e il senso di impotenza pervadono l’intero episodio di Chicago PD 5. Adam e Kim restano l’uno accanto all’altra nel tentativo di non perdere la calma, di riportare a casa il loro amico.
Non sapevo cosa sarebbe accaduto. Ho avuto paura, come Adam, come Kim, in tutto questo episodio di Chicago PD 5. La mia testa continuava a chiedere a gran voce il ritorno di Kevin Atwater, di questo personaggio nato dal nulla e cresciuto come pochi in queste cinque stagioni. Kevin è stato rapito. Insieme a lui il padre di quel ragazzino a cui Kevin ha dovuto sparare alcuni anni prima. Un padre arrabbiato, furioso, un padre che non riesce a vedere. Che ha bisogno di ascoltare le ultime parole di suo figlio per rendersi conto di chi è stato realmente a mettere nelle mani di suo figlio quella pistola.

Chicago PD 5
E bastano le parole di Kevin per portare la realtà nella mente di quel padre. Non è stato Kevin, non è sua la colpa se quel ragazzo non spegnerà mai le sue venti candeline. Ed è lì, in quei minuti finali di questo episodio di Chicago PD 5 che arriva un nuovo insegnamento. “Sono stato io“. Chissà come sarebbero andate le cose se quel padre non avesse insegnato a suo figlio quelle ultime parole: “Io non mi inginocchio davanti a nessuno“. Forse Ronnie avrebbe sparato lo stesso, forse no. Se solo… Tutto ciò che può fare Kevin è restare lì, ascoltare quel padre che ha impugnato la mano di suo figlio arrivando a capirlo quando ormai è troppo tardi.
Il tempo che scorre, la paura per Kevin nel nuovo episodio di Chicago PD 5
Kevin non si arrende, Voight glielo ha insegnato, lui lo ha sempre saputo. In tutta la sua vita Kevin non si è mai arreso ed è arrivato ad essere un detective dell’Intelligence di cui non potremo fare a meno. Adam perde il controllo pian piano. Antonio è la persona con cui sfoga la sua rabbia e la sua paura. Paura di aver perso il suo amico, di non essere arrivato in tempo, di non averlo salvato. Ancora una volta, in quei pochi secondi, siamo accanto ad Adam e accanto ad Antonio.

Chicago PD 5
Il nuovo episodio di Chicago PD 5 emoziona in ogni istante, e la paura trasforma i miei occhi in un mare di lacrime quando un trapano trapassa la gamba di Kevin e le immagini diventano sempre più sfocate. La mano di Hank Voight si poggia sulla spalla di Ruzek nel momento esatto in cui tutto sembra essere perduto. Ma l’Intelligence non si arrende, e come Kevin continua a combattere. A cercare quell’uomo che è più di un collega. E’ parte della famiglia.
Quell’ultimo abbraccio nel dodicesimo episodio di Chicago PD 5
L’episodio di Chicago PD 5 scorre velocemente e, velocemente, arriviamo a quel momento finale. Kevin sa che per salvare la sua vita e quella di Joe ha bisogno dell’Intelligence. Il numero da comporre è semplice, la persona da chiamare è lui, Adam Ruzek! Sapevo che avrebbe chiamato lui, come Kevin sapeva che sarebbe tornato a casa, da Kim, da Hank Voight, dalla sua famiglia.

Chicago PD 5
Il volto di Kim è il nostro, questo legame non ci abbandona mai. E’ forte, vero, unico. Trudy Platt abbraccia Kevin anche per noi in questo nuovo episodio di Chicago PD 5 in cui Hank Voight riporta qualcuno nella gabbia. Ma non prima di aver chiesto ad Antonio se ci sono problemi a riguardo. No, non ce ne sono. Si tratta di Kevin. Tempo per pensare non ce n’è. Il primo Voight, quello che abbiamo conosciuto nelle prime stagioni di Chicago PD, torna a galla. E la cosa non potrebbe renderci più felici. I suoi occhi ci parlano. Atwater deve tornare a casa, non importa quali siano i mezzi. Questo è Hank Voight. Questo è Chicago PD.
E arriviamo a quel momento finale. Quell’abbraccio racchiude il nuovo episodio di Chicago PD 5. Trudy Platt stringe Kevin Atwater più forte che può. Noi siamo accanto a loro e camminiamo con Kevin in quella stanza d’ospedale in cui, quel padre, ci porta alla realtà di tutti i giorni: un ragazzino con la pistola tra le mani che voleva essere come suo padre. Ma con quella pistola non poteva finire in modo diverso. Se solo avesse capito prima…

Chicago PD 5
Il nuovo episodio di Chicago PD 5 si conclude, Kevin è tornato a casa e questo è tutto ciò che conta.
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