Chicago Med 4×12 – Recensione: Tutti scappiamo da qualcosa

Il dodicesimo episodio di questa quarta stagione di Chicago Med è andato in onda. Will ha fatto la scelta: distruggere le nostre speranze di un lieto fine.
Ci siamo, con questo episodio di Chicago Med Will Halstead firma la condanna a morte (almeno per il momento) dei Manstead. Per fortuna ci pensano il Dr. Charles e la Goodwin a strapparmi sorrisi ed emozioni mentre Ethan meriterebbe un paio di schiaffi. Papà Rhodes intanto ha detto la sua, e per quanto ci provi non riesco a fidarmi di ciò che dice Ava.

Il nuovo episodio di Chicago Med ci porta Severide e Cruz. Questi mini-crossover (molto mini) sono sempre un piacere per gli occhi. E mentre i primi minuti scorrono penso che Shonda Rhimes e Dick Wolf abbiano trascorso un po’ di tempo insieme nell’ultimo periodo. Aerei, elicotteri. Deve essere una specie di fissazione.
Un atterraggio di emergenza per Natalie e quel bambino che riesce a salvare. Will arriva in suo soccorso, e il suo sguardo ci dice che non potrà respirare fino a quando non avrà visto che sta bene. Per tutto il corso di questo episodio di Chicago Med, Will ha avuto lo sguardo spento, assente. Quello che ha vissuto lo ha distrutto. E quella pistola puntata alla testa è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

Ho amato Natalie in questo episodio di Chicago Med. Cosa che mi stupisce. La Dr. Manning continua a provarle tutte per aiutare l’uomo che ama. Per non essere buttata fuori, per poter tornare a casa insieme. Non si arrende Natalie e continua a provare. Un varco sembra esserci. Will le parla di quando, con quella pistola puntata alla testa, pensava solo a lei.
Ma la verità è che nemmeno il divano di Jay è riuscito a convincere Will a farsi aiutare sul serio e lasciare quella pistola. I bambini e le pistole non sono mai una buona combinazione. E, in perfetto stile Chicago Med, dopo aver promesso che l’avrebbe riconsegnata, Will tiene con sé la pistola. Will Halstead segna la condanna della sua storia con Natalie, e la tragedia è a un paio di episodi di distanza.

E chi tocca il fondo quando sta per essere troppo tardi, è quel padre che cerca di sfuggire al dolore bevendo. Ognuno di noi cerca di fuggire da qualcosa, anche se ognuno di noi lo fa a modo proprio. E’ questo che ci insegna il Dr. Charles nel nuovo episodio di Chicago Med. E quando questo padre, che ama la sua famiglia, cerca di cancellare il dolore, travolge tutte le persone che lo amano.
Un bambino che tenta il suicidio. Quei minuti, in questo episodio di Chicago Med, mi hanno tenuta con il fiato sospeso. Ho avuto paura. Paura che si lanciasse, che il Dr. Charles non riuscisse a prenderlo, che mi sarei consumata in un mare di lacrime. Ma Chicago Med decide di regalarci una gioia e la mano del Dr. Charles afferra quella di un bambino che vuole solo spegnere il dolore.

E poi c’è quell’atto di coraggio e amore. Una madre che mette suo figlio al primo posto.
Andate a pagina due per la seconda parte della recensione di Chicago Med
Chicago Med 4×12 – Recensione: Tutti scappiamo da qualcosa

Ma il Dr. Charles, soprattutto accanto alla Goodwin, ci regala anche sorrisi. Conoscere qualcuno online, la Goodwin in questa veste ci piace. E credo piacerebbe un po’ a tutti vedere se quei famosi algoritmi si divertono ad organizzare un appuntamento tra due vecchi amici.

Chi invece è riuscito a stupirmi è la nuova specializzanda che non è però riuscita a prendere il posto della Rheese delle prime stagioni. Perdere un paziente non è mai una cosa semplice. Ma la prima volta distrugge anche una donna che fino a questo momento sembrava non potesse essere toccata da nulla. Rimane impreparata davanti agli occhi di una moglie incredula. Una donna che non può accettare che l’amore della sua vita sia morto per un’allergia.
April è con lei, con quel medico inesperto che non sa ancora riconoscere “l’importanza del momento” (come direbbe una cara “amica”). Imparerà, e forse anche noi impareremo a conoscerla meglio.

E parlando di April… Ethan e Will hanno deciso di giocarsela a chi è più stupido. Uno ne sbaglia una dietro l’altra, e l’altro genio resta immobile o vuole parlare. Ma questa seconda metà di stagione di Chicago Med è dedicata al Dr. Halstead e al Dr. Choi. Facciamocene una ragione.
Ethan chiede ad April di parlare, quando la cosa giusta da fare sarebbe quella di tornare a casa con lei. E non da Vicky. Questa storia è durata anche troppo. E di casi disperati ne abbiamo già troppi. Rimettiamo le cosa al loro posto e siamo tutti più sereni.

Papà Rhodes ha detto la sua. Ava lo ha provocato, e lui ricorda il suo profumo. Per quanto mi sforzi e per quando lo desideri, non riesco a fidarmi. Capisco Connor, i suoi dubbi. E le parole di Ava, l’intonazione, il modo in cui cercava di spiegare, mi sono sembrate quelle di una persona che sta cercando di arrampicarsi sugli specchi. Forse mi sbaglio. Sarei felice di sbagliarmi. Ma anche io, come Connor “vorrei tanto poterti credere“.
La storia di Connor si rispecchia in quella di una giovane donna di 25 anni con la sindrome di down. Barbara è incinta. Ha solo sua madre al mondo. Una donna stanca che non pensa di avere la forza di crescere un altro bambino.
Ancora una volta una scelta difficile in un episodio di Chicago Med. Quella di una madre che si è presa cura di sua figlia, Una figlia che resta sempre una bambina e che è incinta. E che non vuole perderla. Che si senta egoista, ma che, come ci ha mostrato la Goodwin, non va giudicata. Va capita, aiutata.

Sharon Goodwin è un personaggio su cui ho cambiato opinione nel corso del tempo. E ne sono felice.
E la scelta di quella mamma che farebbe qualsiasi cosa per salvare la sua bambina. Credo che Connor abbia ragione, non si può operare una donna che sembra in grado di intendere e di volere nonostante la sua sindrome. Ma credo che anche che la vita di quella madre non vada giudicata. Per fortuna, c’è Connor Rhodes in sala operatoria. E quel bambino crescerà ancora.

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