Chicago Med 3×20 – Recensione: Con il fiato sospeso

E’ così che ho guardato questo episodio di Chicago Med, l’ultimo di questa terza stagione, con il fiato sospeso. Emozioni e domande senza risposta si sono susseguite con Connor Rhodes, Will Halstead, Sarah Reese…
Tutti i medici del Chicago Med hanno messo in moto la quarta stagione. Solo con il primo episodio scopriremo se Natalie ha detto “si“, se Connor accetterà la proposta e andrà via, se Ethan e April sistemeranno le cose. Ma ciò che più conta è quello che accadrà tra Sarah Reese e il Dr. Charles. Perché Daniel Charles si è fermato. E Sarah questo lo ha visto.

Chicago Med 3
Solo domande senza alcuna risposta in questo finale di stagione di Chicago Med che mi tiene incollata allo schermo riuscendo ad emozionarmi nonostante il mega spoiler su Connor che mi ha presa diritta in faccia. Lo spoiler, l’arma di distruzione di massa.
L’unica storia che in qualche modo si conclude, e che mi tiene in silenzio ad ascoltarla, è quella di Sharon Goodwin e Bert. L’ex marito della Goodwin arriva al Chicago Med. Ha tentato il suicidio dopo la morte della sua compagna. E’ Will ad occuparsi di lui, un Will che non vede l’ora che finisca la giornata. La Goodwin entra nella stanza e mentre si avvicina a lui, il dolore e la rabbia prendono il sopravvento.
Non voglio entrare nel merito della questione, ma credo che per tentare il suicidio si debba essere convinti che non c’è via d’uscita. Ed accade quando il dolore che senti ti schiaccia. Il Dr. Charles cerca di far parlare Bert attraverso i ricordi. Ma c’è una sola persona che può sbloccarlo. Una donna ferita e arrabbiata rientra in quella stanza dopo aver giurato a sé stessa, per l’ennesima volta, che non avrebbe mosso un dito per quell’uomo. Ma la morte di una ragazzina di 16 anni cambia tutto.
Sharon Goodwin ricorda al suo ex marito cosa è realmente importante. Cosa conta davvero: i loro figli. Tre “bellissimi figli” a cui non può fare una cosa del genere. Un momento forte ed emozionante. “Ci sto lavorando“, e lo sta facendo veramente bene.

Chicago Med 3
La ragazza che Natalie aveva fatto partorire viene portata in ospedale. Due ragazze che dormono per strada con lei hanno l’epatite. Per fortuna, se la caveranno. Ma lei no. Natalie cercherà di salvarle la vita, ma non ci sarà nulla da fare. Prima di morire però, Laura riesce a vedere la sua bambina. Si chiama Anna, ed è stata adottata da una famiglia che la ama. Un sorriso e una lacrima mentre quella mamma vede la sua bambina per l’ultima volta.
Un pungo allo stomaco per Natalie che sorride dopo aver visto il miracolo di Connor Rhodes. E così, per un momento, abbasso la guardia. Mi sarebbe piaciuto vedere Will Halstead felice per più di un minuto (lui e Severide se la giocano ad armi pari).

E quando abbasso la guardia, un secchio di acqua gelata mi ricorda chi è Dick Wolf. La dottoressa che non ha fatto che remare contro Connor per tutto il tempo, arriva nel momento meno opportuno. A Will non rimane che lasciar perdere il suo piano. La domanda viene ripetuta due volte, il viso di Natalie non promette nulla di buono. Ma dovremo aspettare un po’ di mesi prima di scoprire cosa dirà.
Tra quelle ragazze malate c’è anche Emily. E qui si consuma il dramma. April non si fida di lei, vorrebbe che Ethan cercasse una struttura adeguata in cui possa curarsi. L’atteggiamento di April mi lascia perplessa. Non ha fatto altro che parlare dell’importanza della famiglia negli ultimi episodi di Chicago Med. E adesso che la famiglia ha bisogno di aiuto…? Ce ne laviamo le mani? Ma April sa che Emily ha bisogno di aiuto. Ed Ethan, da solo, non può farcela. Connor docet.
Ethan Choi tornerà a casa da solo. Dick Wolf colpisce ancora.

Ma se c’è qualcuno per cui non ho provato nessuna compassione, è la tenera Ava per cui la vita di quelle bambine è meno importante della sua carriera. Per nostra fortuna, Connor Rhodes non la pensa allo stesso modo.
Nello scorso episodio di Chicago Med, Connor ha deciso di tirarsi fuori dall’equipe. Restando comunque accanto a quei genitori spaventati che si fidano di lui. Così come ognuno noi (una morte del genere, e ci saremmo giocati Connor). Nonostante sia Ava a dover operare con il Dr. Latham, quando in perfetto stile Chicago Med arriva un imprevisto, il Dr. Rhodes non può restare fermo a guardare.
Guidato dal Dr. Latham, Connor riesce a salvare quelle bambine. Ma conta poco quando l’inglesina non riesce a mandare giù il semplice fatto di non essere la migliore. E’ lei a dircelo: “Si, hai salvato le bambine, ma adesso farai carriera. ” Conta solo questo?

Che sia la volta buona che Connor capisce che è meglio trovare qualcuno al di fuori delle mura dell’ospedale? Meglio che non sia una paziente. I fan di Grey’s Anatomy sanno il perché.
Insomma… Connor è il nostro eroe. Ma come un fulmine a ciel sereno arriva una proposta per un lavoro da strutturato. Dovrebbe andare via. Ora quello che penso è semplice: quest’anno abbiamo già dato abbastanza. La finirei qui. Connor resta dov’è, e nessuno si farà male.

Il padre di Sarah Reese è inquietante quasi quanto le gemelline di Shining. Daniel Charles ha deciso di andare avanti con le sue ricerche e ha ricevuto la chiamata dai genitori della ragazza scomparsa. I suoi sospetti aumentano dopo aver parlato con loro (come potrebbe essere altrimenti) e così, dopo che il padre di Sarah è riuscito ad ottenere quello che voleva, il Dr. Charles decide di intervenire.
Ed è questo il momento che più mi ha lasciata a bocca aperta. Ora… capisco ciò che può aver provato il Dr. Charles, ma la verità è che, se quell’uomo dovesse morire, il legame che più amo in Chicago Med si spezzerebbe del tutto. Comunque vadano le cose, Sarah ha visto il suo mentore guardare suo padre mentre esalava gli ultimi respiri. Senza muoversi. Senza provare a salvarlo.
Da questo, sarà difficile tornare indietro. Il finale di Chicago Med 3 ha regalato momenti intensi, di riflessione e di bocche spalancate da “no Maria io esco“. E adesso? Una lunga attesa fino alla quarta stagione di Chicago Med.