Chicago Fire 7×12 – Recensione: Lezioni di vita

Redazione 27 Gen 2019
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Il dodicesimo episodio di Chicago Fire 7 ci regala una lezione di vita e viene promosso a pieni voti tra emozioni e lacrime.

Ho amato ogni singola storia di questo nuovo episodio di Chicago Fire. Il girl power continua a crescere, ad essere forte. Come sempre più forte è il legame tra Severide e Casey, che in questo episodio di Chicago Fire vivono, e ci lasciano vivere, un momento importante. Poi c’è Ritter, il nuovo vigile del fuoco della 51 che farebbe qualsiasi cosa per le persone di quella Caserma. E infine ci sono Mouch e Otis, e un Hermann che interviene quando è il momento di abbracciarsi.

Il nuovo episodio di Chicago Fire ci racconta diverse storie. Ma quella che emoziona di più è quella di un figlio che vuole solo conoscere la verità e ricordare suo padre com’era nel suo stile. Sono Matt Casey e Kelly Severidea viverla e a farcela vivere attraverso soprattutto le sensazioni del capitano della 51. Matt sente il bisogno di sapere e capire cosa è accaduto a quell’uomo che ha visto nel suo viso, quello di sui figlio.

Severide e Casey tornano a lavorare insieme in questo episodio di Chicago Fire. Nessun dramma intorno alle loro vite personali, solo una verità da cercare. Dopo le tragedie che li hanno travolti, è un piacere per gli occhi vederli in questo modo. Solo loro due.

Un uomo è morto per un incidente in moto. Ma qualcosa non quadra. Severide si lascia coinvolgere da Casey. Adesso è lui ad aver bisogno della famiglia, del suo migliore amico che gli guardi le spalle. E Kelly c’è.

Chicago Fire

La verità arriverà solo al termine del nuovo episodio di Chicago Fire. Una telecamera posizionata sul casco riprende la morte di quel padre che avrebbe solo voluto regalare a suo figlio un altro momento da ricordare. “Ma gli incidenti accadono“. Il poliziotto che chiama i soccorsi non si è trovato per caso sul luogo dell’incidente. Ma è lui ad averlo causato. Da questo momento in poi, ci pensa Antonio Dawson.

Intanto sorrido guardando Matt e Antonio nella stessa stanza. Dopo l’addio di Gabby, mi sono chiesta ad ogni episodio quando si sarebbero rivisti. Le parole di Matt indicano che sapesse del rapimento e anche che, nonostante tutto, lui ci sarà sempre.

Andate a pagina due per la seconda parte della recensione di Chicago Fire 7×12

Chicago Fire 7×12 – Recensione: Lezioni di vita

Chicago Fire

Poi torno alla realtà di Chicago Fire. Penso alla reazione di quel figlio. Al suo dolore e alla sua rabbia. Poi arriva quel momento in cui ricordo perché amo questo show. Non c’è rabbia negli occhi di quel figlio. Voleva solo sapere cosa era accaduto a suo padre. Solo la verità. Quel poliziotto ha già abbastanza guai, e suo padre lo avrebbe perdonato.

Mentre non posso fare a meno di trasformarmi in un fiume in piena, e con lo stesso sguardo incredulo di Casey e Severide, ascolto ancora le parole di quel figlio che ha appena perso suo padre. Gli organi di quell’uomo sono stati donati, ed è così che lo ricordare e lo onorerà. Senza rancore. Come lui avrebbe voluto. E anche noi, come Severide, non possiamo fare a meno di ringraziare per l’intensità di questo momento.

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Chi invece riesce a farmi sorridere è lo splendido trio che continua a crescere. Brett, Foster e Kidd. Queste tre ragazze sono diverse l’una dall’altra, e si completano l’un l’altra. Quelle amicizie che ci piace guardare. Sylvie non riesce a capire come ad Emily possano piacerle quelle notti senza impegno.

E mentre con immenso sforzo e un balletto finale le ragazze aggiustano un’ammaccatura sull’ambulanza che non avevano creato loro, arriva lo psicopatico di turno. Emily scarica gentilmente il dottore il cui viso mi è sempre sembrato quello di un folle, per poi rendersi conto la sera stessa che non tutti riescono ad accettare un no come risposta. E adesso? Cosa succederà nel prossimo episodio di Chicago Fire?

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Mouch ed Otis ai ferri corti. Si, anche questo è il nuovo episodio di Chicago Fire. Otis continua a prendere in giro Mouch per la sua età, e Mouch arriva al punto di rottura. La certezza è una: starne fuori e lasciare che le cose sistemino da sole. Ma Ritter non è della stessa idea.

Le prova tutte il ragazzo fino a quando non si ritrova a prendere un paio di schiaffi attraverso le parole di Otis che sfoga su di lui la sua rabbia. Per fortuna ci pensa Wallace Boden che, come sempre, arriva nel momento giusto e con le parole giuste. Quando torneranno a ridere insieme, tutto si sistemerà. E allora…

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Ma manca ancora qualcosa, qualcuno. Perché sono necessarie anche le parole di Christopher Hermann per completare il quadro e portare Mouch e Otis ha ricordare che sono l’uno la famiglia dell’altro.

E l’abbraccio che suggella questo rispetto e amore reciproco, è solo un altro dei tanti motivi che abbiamo per amare questo episodio di Chicago Fire.

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