Chi è Vinicio Marchioni: l’attore nei panni di Massimo D’Alema in 1993

di Redazione | 16/05/2017

vinicio marchioni

Sta spopolando sui social il personaggio di Vinicio Marchioni per la serie 1993: Massimo D’Alema. Oggi, a partire quindi da martedì 16 maggio alle 21.10 su Sky Atlantic, arrivano i nuovi episodi di 1993, il secondo capitolo di 1992, la serie creata da “un’idea di Stefano Accorsi” che racconta Mani pulite e l’Italia sotto Tangentopoli. La nuova stagione si apre con la celebre scena del lancio di monetine contro Bettino Craxi da parte della folla all’hotel Raphael a Roma, il 30 aprile 1993, fine di una certa classe politica.

VINICIO MARCHIONI 1993: NON SOLO MASSIMO D’ALEMA

Vinicio interpreta il ruolo del lider maximo. Molti lo conosceranno per i panni del Freddo in Romanzo Criminale – La Serie. Marchioni ha origini origini calabresi (Torre Melissa, in provincia di Crotone) e si è diplomato come attore nel 2000 presso la Libera Accademia dello Spettacolo di Roma debuttando, molto bene, nel teatro.
L’attore è diventato famoso per i panni de il Freddo, nella serie televisiva Romanzo criminale (2008-2010), diretta da Stefano Sollima, e ispirata alla banda della Magliana. Su LA7 ha condotto Città criminali e ha debuttato nel cinema con Feisbum!. Altro buon film dove ha recitato è 20 sigarette, tratto dal libro Venti sigarette a Nassiriya, scritto da Aureliano Amadei, uno dei superstiti della strage di Nassiriya del 2003 e regista del film in cui Vinicio è protagonista principale. In una intervista all’Huffington Post ha raccontato come ha costruito il suo ruolo per la serie 1993:

Come hai costruito il tuo Massimo D’Alema?

D’Alema è una delle personalità politiche più influenti degli ultimi venticinque anni della storia italiana. Non avendo un arco narrativo ben definito, ho avvertito ancor di più il peso specifico del personaggio perché, con poche pennellate, dovevo tratteggiarne la figura. Parlando con gli autori e il regista abbiamo cercato una sintesi più verosimile del D’Alema di quegli anni. Tuttavia, in questi casi, fa molto fede la sceneggiatura. Essendo un uomo politico ancora in attività, non desideravamo l’aderenza totale al personaggio. Sono elementi che un attore tiene molto in considerazione.

Qual è l’aspetto che ti ha colpito maggiormente del D’Alema da te interpretato?

L’eccellente arte della retorica, un segno di intelligenza e acume. Penso che, da questo punto di vista, sia il politico migliore in circolazione. Ho studiato le sue espressioni. Per un attore sono motivo di grande interesse. Per la costruzione del personaggio è stato fondamentale cogliere le sfumature della sua comunicazione. Documentandomi, mi ha colpito inoltre la sua poca presenza nei programmi televisivi degli anni Novanta. Molti dei suoi interventi e delle sue interviste sono abbastanza recenti.

(in copertina foto Fb Vinicio Marchioni)