Matteo Salvini rilancia la raccolta fondi per il carabiniere ucciso, ma la sua fan base non è d’accordo

29/07/2019 di Enzo Boldi

L’Italia si sta stringendo attorno al dolore per la morte di Mario Cerciello Rega, il carabiniere ucciso la notte tra il 25 e il 26 luglio a Roma. L’Arma, per onorare il vicebrigadiere 35enne e dare un sostegno (anche economico) alla sua famiglia, ha lanciato una raccolta fondi per aiutare la moglie Rosa Maria e tutte le persone a lui vicine. Un’iniziativa ripresa da molti, anche da Matteo Salvini che ha pubblicato un post Facebook invitando la sua fan-base a partecipare alle donazioni. In molti, però, hanno criticato questa scelta, sottolineando come debba essere lo Stato a provvedere al sostegno alla famiglia del carabiniere ucciso.

La raccolta fondi è stata avviata nei giorni scorsi e si può partecipare attraverso un bonifico bancario seguendo queste indicazioni: IBAN IT 11 T 0100503387 000000002801, presso l’agenzia B.N.L. del Comando Generale dell’Arma, con causale ‘Donazione a favore dei familiari del Vice Brigadiere Mario Cerciello Rega’. Un’iniziativa lodevole che chiede a tutti di versare quanto possibile. Chiede, non obbliga.

La raccolta fondi per il carabiniere ucciso

Ma stavolta il post di Matteo Salvini ha scoperto un nervo nei suoi sostenitori. Tantissimi sono stati i commenti avversi a questa iniziativa e a questa ‘richiesta’ social fatta da Matteo Salvini. Decine e decine di sostenitori del leader della Lega che sostengono come il carabiniere ucciso sia morto sul lavoro, quindi – al netto del dispiacere per la perdita umana – non si dovrebbero chiedere soldi ai cittadini, ma deve essere lo Stato a pensare alla famiglia di Mario Cerciello Rega. La valanga di pareri avversi sono stati raccolti dalla pagina Commenti Leghisti.

I commenti leghisti al post di Salvini

Alcuni commentano spiegando che avrebbe avuto una logica se il carabiniere ucciso avesse avuto figli, altri sostengono che gli italiani siano già vessati dalle tasse e quindi dovrebbe essere lo Stato a pensare a casi come questi. In molti mettono in dubbio la veridicità di questa raccolta fondi. Insomma, la vicinanza e l’indignazione per il barbaro omicidio di Mario Cerciello Rega è buono solo sui social. Quando si chiede di contribuire (non si obbliga, si chiede) ci si rifiuta.

(foto di copertina: ANSA/FLAVIO LO SCALZO + post raccolti da pagina Facebook Commenti leghisti)

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