Bibbiano, la bufala del Pd che modificò la ‘legge 403’ sugli affidi

di Enzo Boldi | 24/07/2019

Bibbiano

Il bello di Internet è che si può dire tutto. Il brutto del web è che si può credere a tutto. Ormai accade che un utente qualsiasi scriva un qualcosa senza alcun riscontro con la realtà e folle di persone credano a lui piuttosto che alle leggi italiane. L’ultimo caso, neanche a dirlo, riguarda Bibbiano e gli affidamenti illeciti di minori. Mentre la magistratura sta indagando, la politica strumentalizzando e i social indignando, ecco che da ieri è iniziata a circolare l’ennesima bufala su una legge che avrebbe permesso una più facile sottrazione di minori alle famiglie. Ovviamente viene incolpato il Pd di tutto questo. Ma quella proposta di modifica – che si fermò in Commissione e che non facilitava un bel nulla – vene addirittura presentata dal Movimento 5 Stelle, con tanto di Alfonso Bonafede nelle vesti di co-firmatario.

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Partiamo dall’inizio e dal tweet bufala diffuso da tal Antonio Benni (@benq_antonio su Twitter). Prima parte con un video del senatore di Forza Italia ‘’che accusava il Pd di aver modificato questa famosa legge 403 del codice civile che avrebbe, poi, portato alla creazione di un sistema come quello scoperchiato a Bibbiano e negli altri comuni della Val D’Enza.

 

Bibbiano e la bufala del 403 cc

Ma l’utente è talmente sicuro (ma vedendo il tenore delle fake news condivise sulla propria bacheca non possiamo non pensare alla malafede con la strumentalizzazione dei fatti di Bibbiano, e non solo) di quanto condiviso che poi ha anche deciso di pubblicare quella modifica alla legge 403 approvata dal Partito Democratico nel 2017, come spiegato da bufale.net. Tra l’altro, non si trattava di una legge, ma della modifica di un articolo del codice civile.

 

Bufala e contro-bufala che ha scatenato la solita orda di commenti su Twitter. Peccato che l’indignazione al grido di «Bibbiano ecco perché è facile  RUBARE i bambini alle famiglie di origine. Grazie all’ennesima, sporca, demoniaca modifica di legge PD del 2017, un’assistente sociale può portarvi via i vostri figli senza bisogno di un giudice» sia una sorta di ratatouille di errori, alcuni in cattiva fede. Partiamo dal fatto che quella proposta di legge – il cui testo è consultabile a questo link –  non ha mai visto la luce in Parlamento e rimase subito bloccata nel cassetto dalla Commissione Giustizia.

La proposta fu del Movimento 5 Stelle nel 2017

Inoltre – e questa cosa fa sorridere – la proposta di modifica dell’articolo 403 del codice civile (che risale al 1942) – e che avrebbe portato al caso Bibbiano – era stata portata avanti dal Movimento 5 Stelle. Il documento, infatti, vede come prima firmataria la dottoressa Antonella Agostinelli (praticante avvocato del Movimento 5 Stelle) e come co-firmatari gli altri pentastellati: Bonafede (ora ministro della Giustizia), Businarolo (ora presidente della Commissione Giustizia), Colletti, Ferraresi e Sarti. Non è colpa del Pd, ma del Movimento 5 Stelle, quindi? Assolutamente no.

Mai approvata e, soprattutto, non favoriva gli affidamenti illeciti

Oltre a non esser mai stata approvata, la modifica dell’articolo 403 del codice civile non prevedeva assolutamente quanto diffuso ieri sui social. Come spiega bene bufale.net, l’obiettivo di quella proposta di modifica era quello di «rimuovere l’aleatoria discrezionalità di quella che già alle origini del Codice Rocco era nata come una norma in bianco, destinata cioè ad essere precisata e perfezionata da normative successive». Insomma, serviva solamente a rendere più attuale una norma approvata con Decreto Regio (nel 1942) basandosi sul progresso delle scienza e della psicologia. In sintesi: l’assistente sociale sarebbe potuto intervenire in maniera più veloce, ma entro le 24 ore doveva avvisare la Procura. Nessuna mano libera e nessuna agevolazione alle sottrazioni di minori. Era chiaro leggendo il testo condiviso dallo stesso diffusore della bufala, ma la lettura è faticosa: meglio affidarsi a una persona qualunque, farsi dire come pensarla su un fatto e cibare la propria indignazione. Poi, quando gli si fa notare che è una bufala, spiegandolo per filo e per segno, non si viene creduti: meglio dare retta a tal Antonio Benni.

(foto di copertina: ANSA / CIRO FUSCO)

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