Bebe Vio: «A 11 anni volevo suicidarmi ma mio padre mi spiegò “La vita è una figata”» | VIDEO

di Redazione | 02/10/2017

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Bebe Vio ha raccontato ieri a “Che tempo che fa” cosa accadde esattamente quando la meningite fulminante la colpì, facendole perdere le braccia e l’uso delle gambe. Bebe aveva solo 11 anni. E pensò al suicidio. «Ero piccolina, non capivo davvero il significato di quella parola. Mio padre mi chiese “Scusa ma come vuoi suicidarti?”. Gli risposi che mi sarei buttata dal letto. Ammetto, ho un letto americano, molto alto». «Papà mi guardò. Io mi buttai dal letto, mi riprese al volo e mi disse. “Guarda dal letto ti fai solo male e vieni da me a rompere le p****. Se ti butti dal secondo piano lì è sicuro”. Io rimasi impietrita. E mio padre aggiunse “Bebe non rompere, la vita è una figata”». Quella frase, che pronunciò suo padre, aiutò la campionessa paralimpica, oro mondiale, a reagire. Da quel momento in poi sì, Bebe ne era sicura: sarebbe andato tutto in discesa. “La vita è una figata” è il nome della trasmissione che la ragazza condurrà i sabato pomeriggio su Rai1.

Bebe ha spiegato inoltre l’imbarazzo delle persone quando la prima volta si trovano davanti a una persona senza braccia e senza gambe. Quando, non senza difficoltà, chiedono “posso stringerti la mano”. «Oppure – ha raccontato – vedono le cicatrici sul mio volto e mi chiedono “posso darti due baci?”». Bebe Vio la butta sempre sul ridere. Anche perché – spiega la campionessa – la chiave è sempre l’ironia.

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Nel corso dell’intervista sono stati mandati in onda alcuni stralci della trasmissione “La vita è una figata”. Molto toccante uno con la campionessa e Paola Turci, anche lei segnata in volto a causa però di un gravissimo incidente stradale. Ormai – ha spiegato la cantante intervistata da Bebe – quelle cicatrici non le pesano più come una volta. Reagire: perché la vita è davvero una figata.