I tifosi del Feyenoord e i danni alla Barcaccia, l’ennesima barzelletta italiana

di Alessio Barbati | 01/09/2015

Nessun colpevole per i danni alla fontana della Barcaccia, devastata dai tifosi del Feyenoord lo scorso 19 febbraio. Nessun colpevole dei 44 hooligans, a processo per gli scontri con la polizia a Piazza di Spagna e per gli atti vandalici al capolavoro del Bernini. Ma ripercorriamo per un attimo moniti, minacce e promesse della classe dirigente, giusto per rinfrescarci un po’ la memoria.

NON FINISCE QUI –

«Non finisce qui» aveva tuonato il sindaco Ignazio Marino dopo il fattaccio. E invece è finita proprio lì. Esattamente lì.

IL SOVRINTENDENTE  AI BENI CULTURALI –

 

«Sarebbe auspicabile che pagasse il Feyenoord. Bisogna individuare i responsabili ed eventualmente attribuire loro i danni. Sono sicuro che in quel caso Roma Capitale si costituirà parte civile»

aveva detto il sovrintendente ai beni culturali di Roma Capitale, Claudio Parisi Presicce. Effettivamente sarebbe stato auspicabile.

IL CODACONS –

Sul piede di guerra, all’epoca dei fatti, anche il Codacons che aveva annunciato la class action:

“Quanto avvenuto a Roma con il passaggio dei tifosi del Feyenoord e i danni alla Barcaccia darà vita ad una azione legale per far ottenere alla città e ai romani il risarcimento per i pesanti danni subiti”

E ancora

“Stiamo studiando la fattibilità di una class action contro lo Stato olandese e i tifosi responsabili della distruzione di una parte della fontana, restaurata solo pochi mesi fa – spiega il presidente Carlo Rienzi – L’azione mira ad ottenere il risarcimento per il grave danno arrecato non solo ad un’opera patrimonio culturale e artistico mondiale, ma anche all’intera città. In tal senso tutti i cittadini romani potranno partecipare alla class action in qualità di soggetti lesi dai comportamenti vandalici dei seguaci del Feyenoord”

MATTEO RENZI –

«Puniremo con severità gli hooligans»

“In tutte le sedi – aveva detto il premier a Virus – e in tutte le realtà del calcio europeo faremo notare che non è ammissibile e concepibile che prima ieri sera poi oggi, si sia andati in luoghi simbolo della cultura a tenere in scacco una città. È inaccettabile”.

Poi aggiunge:

“Attendo le scuse dal Feyenoord, puniremo con molta severità e durezza i tifosi olandesi che “pieni di birra” hanno preso a sassate Roma, e provocato scontri: un vero e proprio insulto alla civiltà”

NICOLA ZINGARETTI –

«Pene esemplari e nessuna indulgenza»

LA MAGGIORANZA IN CAMPIDOGLIO –

 

«Roma pretende un risarcimento. Chiediamo che gli autori di questo ignobile scempio vengano individuati, arrestati, immediatamente processati e prima del rimpatrio siano costretti a risarcire in toto i danni provocati ai beni e al patrimonio pubblico»

Così intervenivano i capigruppo della maggioranza in Campidoglio Fabrizio Panecaldo, Luca Giansanti Gianluca Peciola e Massimo Caprari.

NOI CON SALVINI –

 

«I vandali travestiti da tifosi che in queste ore stanno creando disordini a Roma devono essere arrestati e processati per direttissima. Per loro niente partita, pene esemplari e il pagamento dei danni causati al patrimonio cittadino e ai commercianti danneggiati. Invito il sindaco Marino a far costituire Roma Capotale parte civile. Roma non può essere devastata».

Lo affermava in una nota Marco Pomarici, consigliere Noi Con Salvini.

MARIASTELLA GELMINI –

Mariastella Gelmini, vice capogruppo di Forza Italia, su Facebook:

“Inciviltà e rozzezza da parte di alcuni tifosi del Feyenoord. Lo sport è altra cosa! Adesso massima sanzione nei confronti di chi ha danneggiato Roma ed il suo inestimabile patrimonio”

MORALE DELLA FAVOLA –

Sempre all’epoca dei fatti l’Olanda aveva assicurato all’Italia “Massima solidarietà e sostegno”. Oggi, il sito di Nrc Handelsblad, che sta seguendo il processo dei 44 tifosi tra i 17 e i 41 anni, iniziato lunedì mattina a Rottterdam riporta:

“Nè la polizia né le autorità giudiziarie sono riuscite a scoprire chi ha causato il danno”

Perchè

“Non esistono immagini video della distruzione della Barcaccia”

Quindi? Nessun condannato e nessun risarcimento. Tutta la storia si è risolta in una barzelletta che, in fin dei conti, non fa nemmeno ridere.