Ghouta orientale
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Siria, la crisi sanitaria del Ghouta orientale ha il volto di Karim, senza un occhio a 40 giorni

In Siria è allarme per i bambini denutriti e bisognosi di cure mediche in Ghouta orientale, la zona sotto controllo delle forze ribelli, assediata dall’esercito di Damasco. La crisi ha il volto di Karim, un bimbo di poche settimane che a soli 40 giorni di vita ha perso nei bombardamenti un occhio e la sua mamma.

L’attacco che ha reso mezzo cieco il neonato è avvenuto a ottobre, in un mercato di Hammouria, nel Ghouta orientale. Oltre la mamma di Karim, sono morte anche altre due donne, una delle quali incinta. Il piccolo è stato soccorso in ospedale, curato e dimesso dieci giorni più tardi. Una volta a casa, però, è rimasto vittima dei bombardamenti una seconda volta: le schegge hanno attraversato il tetto della sua casa e le macerie gli hanno causato danni alle ossa del cranio.

SIRIA, MIGLIAIA DI BAMBINI FERITI E DENUTRITI IN GHOUTA ORIENTALE

Karim è solo uno dei centinaia di bambini feriti dagli attacchi aerei del regime di Assad nel Ghouta orientale, dove oltre alle bombe a mietere vittime è anche la carenza di cibo. Secondo l’Onu, infatti, il 12% dei minori della zona soffre di malnutrizione acuta. Le Nazioni Unite da settimane chiedono a Damasco di poter evacuare i civili feriti e i piccoli denutriti dall’enclave ribelle, dove restano intrappolate 400mila persone, di cui secondo l’Unicef metà sono bambini. 500 i pazienti in gravi condizioni, 16 dei quali sono morti nell’attesa che il regime di Assad acconsentisse al loro trasferimento. Tra le persone decedute una bambina di nove anni e un tetraplegico.

#STANDWITHKARIM, LA CAMPAGNA PER SENSIBILIZZARE SULL’EMERGENZA DEI BAMBINI INTRAPPOLATI NEL GOUTHA ORIENTALE

La storia di Karim – racconta il quotidiano britannico The Independent – è stata utilizzata per sensibilizzare sulla grave emergenza del Ghouta orientale. Il piccolo è diventato il simbolo di una campagna internazionale: i residenti dell’enclave ribelle e gli attivisti di tutto il mondo stanno pubblicando sui social network delle proprie foto con un occhio coperto, in omaggio al neonato di tre mesi e alla tragedia che lo ha colpito. L’hashtag è #SolidarityWithKarim

Poche ore fa – come riporta Avvenire – sono cominciate le operazioni di evacuazione dei malati gravi dal Ghouta orientale. Ad annunciarlo è stato il Comitato internazionale della Croce rossa. Sembra che già oggi siano stati trasferiti quattro pazienti, il resto pare che verrà evacuato nei prossimi giorni.

«SE I BOMBARDAMENTI NEL GHOUTA ORIENTALE CONTINUERANNO, CI SARANNO ALTRI MILLE KARIM»

Al di là dell’emergenza dei malati che necessitano di cure urgenti, c’è però anche quella dei bombardamenti, che continuano nel Ghouta orientale, nonostante la zona fosse una delle quattro scelte a maggio per la “de-esclation” del conflitto civile. «Karim è uno dei centinaia di casi nella Ghouta orientale. Se i bombardamenti contro i civili non si fermeranno, ci saranno altri cento o mille bambini come Karim», ha detto Moayed al-Halafi, uno dei volontari della Protezione civile siriana, i cosiddetti “elmetti bianchi”.