Valeria Fedeli
|

Valeria Fedeli commette un grave errore grammaticale: «Sempre più migliori» | VIDEO

Valeria Fedeli ha commesso un nuovo, grave errore grammaticale. Il ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha detto «sempre più migliori» in un intervento pubblico, come segnalato in un video condiviso su Twitter da una giornalista veneta, Serena Masetto.

Come si nota nel video, Valeria Fedeli «c’è un percorso di rafforzamento che svolgoono le funzioni dedicate all’alternanza, che offrono percorsi di assistenza sempre più migliori a studentesse e studenti». L’errore è evidente e anche grave, visto che è pronunciato dal ministro dell’Istruzione, responsabile della formazione degli studenti italiani. Per spiegare perché è sbagliato «sempre più migliori» riportiamo la spiegazione dell’Accademia della Crusca. «Le forme molto maggiore, molto migliore ecc. sono da considerarsi scorrette solo nei casi in cui i comparativi sintetici (maggiore, migliore, ecc.) siano usati come superlativi relativi (in frasi del tipo il maggiore di tutti, il maggiore tra i miei figli, ecc.) mentre se svolgono la loro normale funzione di comparativi di maggioranza, corrispondenti quindi alle forme analitiche più grande, più buono possono tranquillamente essere preceduti da un quantificatore (più tradizionalmente chiamato avverbio di quantità) tipo molto, poco, ecc. Frasi del tipo io sono molto più grande di Marco, il secondo film è molto più bello del primo risultano del tutto corrette: se in queste frasi il comparativo in forma analitica viene sostituito con le corrispondenti forme sintetiche maggiore, migliore avremo le frasi io sono molto maggiore di Marco, il secondo film è molto migliore del primo. Naturalmente le cose cambiano se l’avverbio di quantità è a sua volta modificato nella sua forma comparativa (i famigerati più migliore, più maggiore, ecc.), visto che la gradazione di comparazione è già contemplata nell’aggettivo e l’aggiunta del più è ridondante (sarebbe come dire più più buono, o più più grande)».  Abbiamo preferito condividere la spiegazione dell’Accademia della Crusca vista la sua grande autorità sull regole della grammatica italiana.

Foto copertina: ANSA/ANGELO CARCONI