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La preside che chiama l’esorcista a scuola per gli alunni «indemoniati»

La preside chiama l’esorcista per gli alunni «indemoniati» (o almeno, per evitare che «indemoniati» lo diventino). Non è una battuta spiritosa o l’incipit di una barzelletta ma quanto realmente accaduto in un’istituto di Reggio Calabria, la scuola primaria ‘Telesio’, dove la dirigente scolastica ha deciso di chiedere aiuto dopo la scoperta di bambini che giocavano in cerchio a Charlie Challange, un gioco diventato virale grazie al web e considerato satanico. Lo racconta oggi il Corriere della Sera.

Gli alunni giocano a Charlie Challange, e la preside chiama l’esorcista

Il gioco era probabilmente solo una bravata degli scolari. Il trucco delle matite incrociate che si muovono su un foglio nel Charlie Challange (Charlie sarebbe il Maligno) è abbastanza grossolano. Ma la preside, Marisa Guglielmina Maisano ha preferito portare a scuola l’esorcista, per evitare che i giovanissimi si facessero travolgere dal fascino del satanico. Come riferito da una delle insegnanti, nell’istituto lo scorso 4 dicembre si è tenuto un incontro su satanismo, esorcismo, maghi e fattucchiere. «Un incontro – ha poi minimizzato la preside – informativo e di prevenzione sui rischi della rete e delle nuove tecnologie». Il prete intervenuto si chiama Piero Catalano ed è un discepolo dell’esperto di esorcismo don Gabriele Amorth. Alla Telesio è arrivato con un suo assistente teologo, Nunzio Di Stefano. Che ha spiegato: «La preside ci ha chiamati dicendo che una maestra era entrata in classe e aveva notato delle matite ce di muovevano da sole. Ci ha chiesto consiglio su cosa fare e come comportarsi. Così siamo andati a scuola e abbiamo parlato con le insegnanti e informato sui pericoli di questi riti satanici. Perché con il diavolo non si scherza». Come raccontato al Corriere la dirigente scolastica non è nuova a simili iniziative. Già un anno fa riferì ai docenti che un bimbo era stato visto fare un balzo di alcuni metri. E anche quella volta si ritenne vittima del diavolo.

(Foto da archivio Ansa)

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