La Mussolini contro la manifestazione antifascista: «Ipocriti, con una bandiera rossa in ano»

di Redazione | 10/12/2017

Mussolini contro la manifestazione antifascista

Alessandra Mussolini attacca la manifestazione antifascista organizzata dal Pd a Como. Lo fa dalle pagine del Tempo, bollando come «ipocrita» il centrosinistra che si è ritrovato ieri nella città lombarda, per marciare unito (erano in 10.000) dopo il blitz degli skinheads alla riunione dell’associazione Como Senza Frontiere.

«È stupefacente – scrive Alessandra Mussolini – vedere come lo stesso centrosinistra, protagonista nell’affossare il Paese, unito a rappresentanti delle più alte cariche istituzionali, dimostratesi faziose e incapaci di creare un clima di pacificazione nazionale, e a forze sindacali schiave del loro eterno torcicollo e di un maleodorante vecchiume programmatico, manifestino contro qualcosa che non esiste più con una bandiera rossa in ano».

LA MUSSOLINI CONTRO LA MANIFESTAZIONE ANTIFASCISTA DI COMO

Da alcune settimane la Mussolini contesta aspramente chi denuncia un ritorno del fascismo, che lei definisce «una storia conclusasi definitivamente il 28 aprile 1945», aggiungendo che «chi la vuole mantenere in vita – secondo lei non i gruppi neofascisti che ad essa si richiamano, ma chi a questi ultimi si oppone – lo fa con l’unico strumentale scopo di rivitalizzare a comando l’unico possibile collante di un centrosinistra che ha fallito».

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La nipote del Duce definisce Bella ciao, che ieri è suonato in piazza a Como, il «riempi pista per eccellenza» e la manifestazione antifascista una «pantomima comasca a tinte rosse». L’antifascismo di Renzi per lei è «folkloristico» e quello che il centrosinistra sta facendo in reazione ai nostalgici è «sciacallaggio culturale, un’ipocrisia che va avanti da troppo tempo in Italia e ora – conclude – è giunto il tempo di dire basta!».

La Mussolini torna anche sulla legge Fiano e sull’opposizione dei negozianti  alla manifestazione di ieri:

E se i commercianti di Como hanno condannato l’iniziativa perché ha danneggiato gli affari e ridotti gli incassi nel periodo natalizio chissenefrega, meglio buttarla in caciara e non rispondere delle proprie malefatte. Per fortuna molti di questi personaggi lasceranno definitivamente la scena della politica, non per scelta (non sia mai!) ma perché gli Italiani li manderanno a casa: lì avranno tutto il tempo per studiare una storia che per troppi anni hanno dolosamente mistificato al solo scopo di raggiungere le loro squallide mire.

Foto copertina: archivio ANSA/ZUMAPRESS