Il figlio è gravemente malato, la mamma chiede i permessi per accudirlo: licenziata via mail

di Redazione | 04/12/2017

mamma licenziata via mail

La cosa più sconcertante è la rassegnazione con cui la donna commenta la notizia: «Il licenziamento non mi sorprende perché l’azienda per la quale ho lavorato per 10 anni della mia vita è capace di fare queste cose». Parola di una mamma con un figlio di tre anni affetto da Sma, atrofia muscolare spinale. Per accudirlo aveva chiesto tre anni di congedo parentale, al 30% di uno stipendio da 800 euro al mese. L’azienda le ha inviato una mail in cui la invitava a riconsegnare i materiali di sua proprietà.

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MAMMA LICENZIATA FIGLIO DISABILE, LA STORIA

«Non possono farlo – spiegano gli avvocati della donna -. Il licenziamento deve essere comunicato per iscritto. Lasciando perdere il risvolto etico della vicenda». Sarà questa la chiave di volta su cui far leva per un eventuale reintegro, il prossimo 13 dicembre in udienza presso il tribunale del lavoro.

Per l’azienda, la Consulmarketing con sede a Milano, la donna si occupa di rilevamento prezzi per indagini di mercato, un lavoro che la porta a girare diversi centri commerciali di Lombardia e Trentino. La sua gravidanza, tre anni fa, fu già al centro di un tira e molla con l’azienda che voleva trattenerla al lavoro fino all’ultimo. Tuttavia, un certificato medico che attestava che la sua gravidanza era a rischio permise alla donna di lasciare il lavoro in anticipo.

MAMMA LICENZIATA FIGLIO DISABILE, UNA SCELTA DI VITA

Dopo il parto, i classici 5 mesi di assistenza, più i 3 anni di congedo parentale previsti dalla legge per i genitori di un figlio gravemente malato. Quando il bambino è nato, i medici hanno subito prospettato un bivio alla famiglia: farlo morire nel giro di pochi mesi o prendersi cura di lui giornalmente, tenendolo in vita con un respiratore e con un sondino gastrico. I genitori hanno scelto la seconda ipotesi: non potevano immaginare che sarebbe stato così difficile far valere i propri diritti per permettere al piccolo di sopravvivere.