Benito Mussolini
|

Benito Mussolini, messa all’asta la villa Mussolini di Riccione

Il luogo di villeggiatura di Benito Mussolini a Riccione è stato messo in vendita a causa della crisi bancaria che ha colpito Banca Carim, l’ex cassa di risparmio di Rimini. Villa Mussolini, una delle più famose dimore presenti nella città romagnola, sarà ceduta dalla Fondazione Carim.

Benito Mussolini, messa all’asta villa Mussolini di Riccione per crisi di Banca Carim

La conferma è arrivata direttamente dalla presidente della fondazione legata alla Cassa di risparmio di Rimini, che ha rimarcato come l’alienazione sia necessaria per consolidare le casse. «Stiamo lavorando per dismettere alcuni immobili e accantonare le risorse necessarie per gli anni a venire. E fra questi immobili c’è anche Villa Mussolini, che la Fondazione Carim ha acquistato nel 1997, data in comodato d’uso al Comune di Riccione», ha dichiarato la presidente presidente Linda Gemmani al Resto del Carlino. La cessione della residenza di vacanza del Duce non è facile, visto che l’immobile è sottoposto ai vincoli della soprintendenza in quanto bene tutelato.  Secondo il quotidiano emiliano è probabile che sia lo stesso comune di Riccione a comprare Villa Mussolini, che attualmente ne beneficia attraverso un comodato d’uso attivato dopo i lavori di restauro. Inizialmente denominata villa Margherita, l’immobile è stato edificato nel 1890. Nei primi anni ’30, donna Rachele, consorte di Benito Mussolini, decide di acquistare una villa per le vacanze a Riccione e sceglie questa residenza situata tra viale Milano, i giardini centrali e l’attuale Lungomare della Libertà. Alle vicende di villa Mussolini è legata una parte importante della storia turistica della Riviera tra le due guerre

LEGGI ANCHE > CAIO GIULIO CESARE MUSSOLINI, IL PRONIPOTE DEL DUCE VERSO IL PARLAMENTO

 

LA STORIA DI VILLA MUSSOLINI

Secondo il Resto del Carlino l’acquisto fu pagato 163 mila lire dell’epoca.  La villa ha ospitato le vacanze balneari dei Mussolini, ospitando personaggi illustri, uomini politici stranieri, diplomatici, grandi feste e spettacoli. Come ricorda il sito del comune di Riccione, « nel 1940 viene ampliata la proprietà, portandola a circa 6.000 mq. per costruirvi la palazzina per le famiglie dei figli Bruno e Vittorio. Dopo la guerra si spengono i riflettori, la villa diviene di proprietà del Demanio Patrimoniale e per il sindaco di allora, Biagio Cenni, è impossibile acquistarla, perché le leggi prevedono che i beni di proprietà del Fascio debbano rimanere in mano allo Stato. Dal 1976 è sede di un ristorante fino al 1983, quando il Comune di Riccione decide di intervenire, acquistando il giardino della villa per trasformarlo in verde pubblico. Nel 1997 avviene l’acquisizione da parte della Fondazione Cassa di Risparmio di Rimini e di seguito la cessione in comodato gratuito al Comune di Riccione, che si assume il compito di curarne il restauro. Villa Mussolini è diventata sede di attività culturali legate alla storia, alla ricerca e alla documentazione sulla realtà turistica della Riviera» .