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Vaccini, la procura di Roma indaga per la somministrazione di medicinali guasti

EDIT: In fondo al pezzo ospitiamo la rettifica richiesta dal signor Luca Scantamburlo citato come Michele in questo pezzo

Vaccini, la procura di Roma ha aperto una indagine sulla modalità con cui sono state somministrate le immunizzazioni. I magistrati della procura della Repubblica della capitale hanno aperto un’inchiesta su due ipotesi di reato. La prima è il commercio oppure la somministrazione di medicinali guasti, mentre la seconda riguarda il delitto colposo contro la salute pubblica.

 

Vaccini, inchiesta su danni causati da somministrazione di medicinali guasti

 

Il fascicolo contenente l’indagine per questi due reati è stato avviato dopo la ricezione di numerosi esposti su presunti effetti collaterali dei vaccini, ed è coordinato dal procuratore aggiunto Nunzia D’Elia e dal sostituto procuratore Maria Letizia Golfieri. Al momento non ci sono indagati, ma presto potrebbero esserci dopo il chiarimento sulle modalità di somministrazione dei vaccini e il legame con le patologie denunciate negli esposti. I magistrati hanno già delegato gli investigatori del nucleo antisofisticazione dei carabinieri Nas a svolgere gli accertamenti a procedere con l’acquisizione di documenti amministrativi inerenti agli esposti. La procura di Roma, come spiegano due articoli presenti sul Fatto Quotidiano e sul Sole 24 Ore di oggi, ha raccolto esposti che denunciano presunti danni collaterali alla salute provocati dai vaccini. I magistrati non mettono in dubbio la sicurezza dei vaccini, ma intendono comprendere se i presunti danni collaterali denunciati negli esposti siano stati causati da una somministrazione di medicinali guasti.

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Negli esposti sono citate patologie sorte dopo l’immunizzazione, come per esempio nel caso di Michele. Questa persona, con nome di fantasia, citata sul Fatto Quotidiano, ha denunciato una contaminazione inorganica di particolato solido inquinanti ad alta intensità atomica presente in alcuni vaccini utilizzati in ambito civile e militare. Michele aveva segnalato nel primo esposto sospette reazioni avverse dopo i vaccini somministrati ai figli. L’indagine della procura di Roma vuole anche chiarire, a solo scopo investigativo, l’iter che ha portato all’approvazione del decreto Lorenzin. Questo filone d’indagine non ravvisa alcun reato. L’articolo del Sole 24 Ore di Ivan Cimmarusti evidenzia come i carabinieri del Nas abbiano già compiuto acquisizione documentali al ministero della Salute e siano previste all’Agenzia italiana del farmaco, Aifa. Sottoposto all’esame degli inquirenti un lungo elenco di vaccini, che non sarebbero stati somministrati in modo adeguato, nei casi denunciati, secondo prassi tale da favorire l’insorgenza di patologie.

 

Rettifica chiesta da Luca Scantamburlo.

Il signor Scantamburlo, indicato come “Michele” dal pezzo del Fatto Quotidiano, ci chiede di ospitare la sua rettifica al nostro pezzo.

Michele” è una identità fittizia che mi è stata affibiata per motivi a me ignoti – a tutela mia, dicono – da Il Fatto Quotidiano ma non è stato richiesto da me, e non ne vedo alcuna ragione. Infatti il mio nome e cognome ed il mio coinvolgimento nella diffusione delle indagini penali avviate a Udine sulla sicurezza vaccini e criticità di farmacovigilanza, e quasi subito trasferite a Roma, è noto e di pubblico dominio da mesi a migliaia di italiani, avendo io perorato la divulgazione in prima persona, mettendoci la faccia.
Vi scrivo pertanto in merito a quanto da Voi pubblicato, soprattutto in merito a quanto Voi scritto sul vostro giornale on-line, a questo link

Si comunica al pubblico, alla stampa ed agli organi di informazione, che un esposto datato 02 marzo 2017 è stato depositato in data 09 marzo 2017 presso la Procura della Repubblica di Udine ed in copia ai NAS Carabinieri di Udine, con cui il cittadino e genitore Luca Scantamburlo residente in provincia di Udine, esponeva rischi di contaminazione inorganica di particolato solido inquinante (corpi estranei micro e nano-dimensionati) ad alta densità atomica presente nei farmaci vaccini, e dunque un problema di sicurezza, vigilanza e controllo qualità e somministrazione dei vaccini utilizzati in ambito civile e militare, non compreso o sottovalutato dalle autorità sanitarie e politiche che sembrano ignorarlo. Già ad alcuni giorni dalla ricezione dell’esposto presso l’Ufficio Ricezione Atti, la Procura della Repubblica di Udine riteneva opportuno aprire un procedimento penale a carico di ignoti con ipotesi di reato. Il cittadino e genitore Luca Scantamburlo aveva già precedentemente interpellato il 14 febbraio 2017 – tramite posta elettronica – tre diversi centri ISS (Istituto Superiore di Sanità) di Roma, nello specifico il Dipartimento del Farmaco, il Centro Nazionale Sostanze Chimiche, ed il Centro Nazionale di Epidemologia, Sorveglianza e Promozione della Salute, per avere da essi alcune delucidazioni ed un commento ufficioso o ufficiale sulla problematica di sicurezza menzionata ed emersa negli ultimi anni da analisi di laboratorio da parte di privati, effettuati su alcune decine di campioni di vaccini ad uso umano risultati tutti inquinati, anche se in misura diversa. I suddetti enti, apparentemente, non rispondevano. In data 14 marzo 2017 il fascicolo penale suddetto – la cui esistenza veniva comunicata successivamente al cittadino su istanza della parte offesa presentata in Procura ai sensi dell’art 116 c.p.p. – era già stato trasmesso per competenza alla Procura della Repubblica di Roma. In data 28 luglio 2017 la parte offesa depositava spontaneamente una integrazione all’esposto con nuova documentazione, presso i NAS di Udine Comando Carabinieri per la Tutela della Salute, con la richiesta di inoltro alla Procura della Repubblica di Roma; in esso egli esponeva una dichiarazione pubblica – da lui individuata – di un supposto membro dichiarato dell’Agenzia Italiana delle medicine (che corrisponderebbe, a quanto pare, ad un dirigente ASL di I fascia in servizio all’AIFA, sulla base di controlli incrociati fatti dalla parte offesa e per questo si chiedeva riscontro all’autorità giudiziaria) che ammetteva in una discussione fra addetti ai lavori in Rete Internet, l’esistenza concreta di una “drammatica” situazione di sicurezza in ambito vaccini, da approfondire ed investigare. Di questo, il cittadino informava in luglio 2017 formalmente e contestualmente a mezzo raccomandata, il Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia, senza tuttavia fare il nome del presunto dirigente sanitario comunicato successivamente alla Autorità giudiziaria tramite i NAS CC di Udine. Precedentemente, l’esposto depositato a marzo 2017 era stato inoltrato in copia solo per conoscenza all’Assessore alla salute, integrazione socio-sanitaria, politiche sociali e famiglia del FVG, la dr.ssa Maria Sandra Telesca, oltre che al Codacons di Roma. Le autorità politiche menzionate ricevevano le informazioni, ma non rispondevano né hanno ancora dato riscontro al cittadino alla data presente. In data 03 ottobre 2017 con comunicazione protocollata il funzionario giudiziario della Procura della Repubblica di Roma comunicava al cittadino in risposta ad istanza depositata in data 21 settembre 2017, ai sensi dell’art. 335 c.p.p., il nuovo numero assegnato in Roma al procedimento penale in oggetto, presente nel “Registro Ignoti”, ed il nome del PM assegnatario principale delle indagini preliminari (GOLFIERI, dr.ssa Maria Letizia), e l’elenco dei “fatti criminosi” individuati ed ipotizzati ed al vaglio della Magistratura inquirente, i quali sono quelli previsti dal Codice Penale agli articoli seguenti:

CP art. 443, “Commercio o somministrazione di medicinali guasti”
CP art. 452, “Delitti colposi contro la salute pubblica”

Saputo questo, nell’ottobre 2017 Luca Scantamburlo – cittadino, genitore e parte offesa nel procedimento in oggetto – ha pertanto deciso di dare procura speciale alsottoscritto Avvocato Grazia Antonio Romano, cassazionista del Foro di Potenza, perché questi lo assista come suo legale rappresentante in ogni fase e grado del procedimento giudiziario, conferendogli ogni più ampia facoltà di legge in difesa del bene giuridico tutelato ed offeso. Negli ultimi mesi pare che soltanto un quotidiano (una testata giornalistica on-line lombarda), alcune emittenti radiofoniche venete e laziali, un paio di associazioni ed alcuni blog e pagine di social network, hanno commentato e dato testimonianza di tutto ciò nell’inspiegabile silenzio generale (poca attenzione o autocensura?) della maggior parte dei mass media e delle testate giornalistiche nazionali (pur contattate dalla parte offesa, in discreto numero). Forse qualche indizio è trapelato nella cronaca romana di uno storico quotidiano nazionale, ad aprile e luglio 2017, ma non sufficiente ad inquadrare cronologicamente l’esposto e
senza espliciti e puntuali riferimenti ad esso. Con il presente scritto si chiede pertanto la massima diffusione del comunicato presso l’opinione pubblica, a tutela dell’interesse pubblico come previsto deontologicamente dalla carta dei doveri del giornalista,
“Testo unico dei doveri del giornalista”, approvato dal Cnog nel gennaio 2016, ove all’articolo 2 – Fondamenti deontologici – si dice espressamente:
“Il giornalista: a) difende il diritto all’informazione e la libertà di opinione di ogni persona; per questo ricerca, raccoglie, elabora e diffonde con la maggiore accuratezza possibile ogni dato o notizia di pubblico interesse secondo la verità sostanziale dei fatti;”

Seguiranno ulteriori comunicati o conferenze stampa quando e se ritenuto opportuno. Grazia Antonio Romano, avvocato cassazionista iscritto all’Albo degli Avvocati, Foro di Potenza Via F. Baracca, 16 – 85100 POTENZA, email: prima.il.diritto@outlook.com – tel. 331.5089831
Luca Scantamburlo, cittadino e genitore, parte offesa nel procedimento penale

 

 

Foto copertina: ANSA/UFF STAMPA PROVINCIA AUTONOMA DI TRENTO