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La studentessa americana: «Ho detto no e il carabiniere mi ha stuprata»

Una delle due studentesse americane che hanno denunciato di essere state stuprate dai due carabinieri a Firenze nella notte tra il 6 e il 7 settembre scorsi ha raccontato la sua esperienza in un’intervista rilasciata a Bruno Vespa, trasmessa nella puntata di ieri a Porta a Porta su Raiuno e ripresa oggi dal Quotidiano Nazionale. La ragazza ha raccontato di essere stata violentata sul pianerottolo di casa dopo l’invito dei due militari ad accompagnare lei e l’amica.

 

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IL RACCONTO DI UNA DELLE DUE STUDENTESSE AMERICANE

La ragazza ha raccontato di aver chiesto aiuto per trovare un taxi e tornare a casa dopo la discoteca a un gruppi di carabinieri, 5 o 6 militari. Due di loro si sarebbero offerti per un passaggio. Una volta raggiunta casa (il viaggio sarebbe durato una ventina di minuti) i due carabinieri si sarebbero offerti di accompagnare le due in appartamento. «Dopo aver detto ‘grazie, grazie mille’ e abbiamo cercato di andarcene per conto nostro», ha detto la ragazza. Poco dopo sarebbe avvenuta la violenza:

Bene, che è successo in quel momento?
«Non voglio scendere in ulteriori dettagli in questo senso, dopo essere entrate nell’edificio».
Quello che è stato poi con lei, quello che l’ha molestata, ha fatto un avance diciamo garbata? Se posso permettermi, le ha chiesto di baciarla o è stato un po’ più ruvido?
«Me lo ha chiesto, anche se però gli ho risposto di no, lo ha fatto lo stesso».
E lei, immagino, abbia resistito?
«Assolutamente sì».
Questo dove è successo?
«Fuori della porta dell’appartamento».
Quindi sul pianerottolo?
«Sì».
Ed è lì che si è consumata questa violenza?
«Sì».
Questo carabiniere è stato violento nei suoi confronti?
«Non voglio rispondere a questa domanda».
Comunque, l’ha costretta a fare cose che lei non voleva fare?
«Sì».
Dopo quanto tempo lei è riuscita a rientrare in casa?
«Ci sono voluti circa venti minuti».
Quando lei si è incontrata con la sua compagna, la sua compagna che cosa le ha raccontato?
«Non l’ho incontrata, io l’ho scaraventata a terra sul pavimento dentro l’appartamento che piangeva una volta che sono entrata dentro».
Quindi lei è entrata nell’appartamento prima di lei? La sua compagna è entrata nell’appartamento prima di lei?
«No, sono io che l’ho afferrata e l’ho trascinata dentro l’appartamento».
Dentro l’appartamento e lei già piangeva?
«Sì, non appena io l’ho afferrata».
E piangeva anche lei?
«Sì».

I carabinieri a quel punto sarebbero andati via senza dire niente. La ragazza, le ragazze, sarebbero scappate «prima che loro potessero dire qualcosa».

(Foto: ANSA / MAURIZIO DEGL’INNOCENTI)

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