foresta di Bialowieza
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La Polonia pagherà 100.000 euro al giorno per il disboscamento della foresta di Bialowieza

Continua il braccio di ferro tra la Corte di giustizia UE e la Polonia per il disboscamento della foresta di Bialowieza, l’ultima foresta vergine del continente, riconosciuta come patrimonio mondiale dell’UNESCO e sito protetto da Natura 2000. Il governo di Varsavia lo scorso marzo ha varato un piano di abbattimento degli alberi secolari, ufficialmente per rispondere agli attacchi di un coleottero, per proteggere il traffico stradale e per combattere gli incendi boschivi. Motivazioni che non hanno mai convinto esperti e ambientalisti, né la Commissione europea, che ha portato la Polonia davanti ai giudici di Lussemburgo.

La Corte di Giustizia UE a fine luglio ha ordinato l’immediata sospensione del piano di disboscamento nella foresta di Bialowieza, ma il governo di Varsavia, guidato dalla destra nazionalista, ha deciso di fare orecchie da mercante e procedere all’abbattimento degli alberi, al ritmo di circa 1.000 al giorno. Il Parlamento europeo sta mettendo a punto un piano di sanzioni contro la Polonia, anche per altre “violazioni del valori fondamentali dell’Unione” e ieri i giudici di Lussemburgo hanno preso una decisione senza precedenti:

Salvo casi eccezionali e strettamente necessari per garantire la sicurezza pubblica, la Polonia deve immediatamente cessare le operazioni di gestione forestale attive nella foresta di Bialowieza. Se la violazione dell’ingiunzione doveva essere stabilita, la Corte ordina la Polonia di versare alla Commissione una multa pari ad almeno 100.000 euro al giorno. 

SANZIONI ALLA POLONIA SE CONTINUERÀ IL DISBOSCAMENTO DELLA FORESTA DI BIALOWIEZA: UNA DECISIONE INEDITA

Una decisione inedita: sarebbe infatti la prima volta che la Corte di giustizia UE impone multe per il mancato rispetto di misure provvisorie, prima della sentenza definitiva. Il procedimento a Lussemburgo, infatti, non è ancora concluso. La richiesta di infliggere alla Polonia sanzioni pecuniarie per il mancato rispetto dello stop provvisorio e preventivo è stato suggerito ai giudici dalla Commissione europea. Varsavia da mesi li accusa di non essere imparziali: in particolare il dito è stato puntato contro il togato italiano, Antonio Tizzano, vicepresidente della Corte.

LA DIFESA DELLA FORESTA DI BIALOWIEZA, PATRIMONIO MONDIALE DELL’UNESCO

Esultano gli ambientalisti, che da mesi si battono per la difesa della foresta di Bialowieza, nel nord-est del Paese, una di quelle meglio conservate del continente, dove vivono alberi secolari. “Queste enormi sanzioni sono una risposta della Corte di giustizia al totale disprezzo con cui il ministro dell’ambiente polacco Szyszko ignora il divieto”, ha dichiarato Agata Szafraniuk, il legale rappresentante della ONG ambientalista ClientEarth, aggiungendo – come riporta Le Monde – che “questa decisione senza precedenti della Corte di giustizia ha anche un impatto più ampio in tutta Europa, dal momento che crea uno strumento pratico e utile come le sanzioni finanziarie, per garantire che tutti gli Stati membri rispettino la legge europea”.

 

Foto copertina: Jan A. Nicolas/dpa