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I misteri del presidente del Milan svelati dal New York Times: padre in prigione, multe e truffe

I giornalisti del New York Times che hanno indagato sull’attuale presidente del Milan Li Yonghong hanno cercato in tutti i modi di avere una sua dichiarazione o quella di persone legate a lui. Ma Mr. Li ha rifiutato l’intervista, il suo advisor Rothschild si è trincerato dietro a un no comment, un suo presunto socio ha detto di non conoscerlo, il Milan non ha rilasciato alcuna dichiarazione. Solo un portavoce della squadra rossonera ha sottolineato come le proprietà di Mr. Li siano state verificate da avvocati e banche.

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LI YONGHONG, I DUBBI DEL NYT

Nessuno, dunque, ha potuto offrire dettagli in più circa le sorprendenti scoperte dei giornalisti del quotidiano statunitense. Secondo Sui-Lee Wee, Ryan McMorrow e Tariq Panja, che hanno firmato l’inchiesta, il presidente del Milan non sarebbe proprietario della più grande miniera di fosforo cinese, base del suo presunto «impero minerario». Anzi, nel settore, resta a malapena conosciuto.

La miniera avrebbe cambiato diversi proprietari negli ultimi due anni, di cui solo uno, Li Shangbing, sembra essere collegato alla Sino Europe, una delle aziende che sarebbe entrata nell’affare Milan. Ma è proprio quest’ultimo a negare qualsiasi rapporto con l’attuale presidente del Milan. Un presidente che, a quanto pare, sembra essere più noto per i problemi con la giustizia della sua famiglia che per le sue imprese nel mondo dell’economia e della finanza.

LI YONGHONG, I PROBLEMI CON LA GIUSTIZIA DELLA SUA FAMIGLIA

Nell’attuale sede della società proprietaria della miniera – di cui Li Yonghong vanta la proprietà – sono state trovate «le porte chiuse con sopra un avviso di sfratto, sedie e scrivanie in disordine e vermi che infestavano il cestino della spazzatura». Inoltre, pare che nel 2013 Li Yonghong sia stato multato per oltre 90mila dollari a causa di mancate comunicazioni di cessione di azioni, che l’azienda di famiglia arrivò a truffare, nel 2004, oltre 5mila investitori (per una cifra vicina ai 70 milioni di dollari) e che il padre e il fratello di Mr. Li furono, per questo motivo, condannati alla prigione.

Anche su questo sarebbe intervenuto il portavoce del Milan, sostenendo che la multa di 90mila dollari si deve alla poca familiarità di Mr. Li con le regole di borsa (sic) e che quest’ultimo è risultato completamente estraneo alla vicenda giudiziaria che ha coinvolto i suoi familiari.

(FOTO: ANSA/ALBANO ANGILLETTA)