Marvin Di Corcia, non luogo a procedere per il consigliere della Lega

di Redazione | 14/11/2017

Marvin Di Corcia

Il pubblico ministero, Giulio Massara, ha chiesto in aula la non punibilità per Marvin Di Corcia, il consigliere comunale della Lega. Dare del clandestino in modo generico, infatti, non fa scattare l’aggravante del razzismo. Del resto, come specificato dal difensore di Di Corcia Annalisa Cervini, aveva postato sui social network un generico: ‘guarda come se la spassano quei clandestini’.

Marvin Di Corcia aveva iniziato il processo per diffamazione aggravata dall’odio razziale. Il consigliere leghista di Piacenza, il più giovane tra gli eletti del consiglio comunale della città emiliana rinnovato il giugno scorso – tornata vinta dal centrodestra – era stato rinviato a giudizio per aver offeso razzialmente una persona che in realtà conosceva.

IL CASO DEL LEGHISTA MARVIN DI CORCIA

Marvin Di Corcia aveva infatti scattato una fotografia e condiviso su Facebook a un «clandestino»  che si muoveva sull’overboard per le strade di Piacenza. La foto, pubblicata nel settembre del 2015, aveva attirato una forte discussione sul profilo Facebook di Marvin Di Corcia, che aveva preso in giro il «clandestino» capace di comprarsi il costoso «volopattino». La persona oggetto di mira dello scherno del consigliere leghista di Piacenza è un giovane senegalese di 23 anni, che aveva querelato Marvin Di Corcia per diffamazione aggravata dall’odio razziale.

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Il post era stato rimosso da Marvin Di Corcia, e anche la persona offesa dal consigliere comunale leghista aveva ritirato la querela dopo il chiarimento personale. La procura di Piacenza aveva però, in un primo momento, preferito non archiviare il caso.