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Di Stefano, leader Casapound: «Chiediamo che la magistratura apra un fascicolo sui rapporti tra noi e il clan Spada»

«Chiediamo alla magistratura di aprire un fascicolo su di noi per chiarire quale sia il rapporto tra noi e la famiglia Spada». Sono le parole con cui Simone Di Stefano ha aperto la conferenza stampa di Casapound, convocata per questo pomeriggio nella sede di via Napoleone III. Il leader del movimento della tartaruga ha provocatoriamente affermato che a Nuova Ostia non esiste più nulla se non Casapound.

Ma quando – incalzati dai giornalisti – gli esponenti di Casapound presenti al tavolo della conferenza sono stati invitati a dire testualmente che il clan Spada rappresenta un problema per Ostia, sia Simone Di Stefano, sia Luca Marsella hanno cercato di aggirare la domanda con dei giri di parole davvero poco convincenti.

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«Prima di prendere le distanze da Roberto Spada – ha affermato Di Stefano – bisognerebbe avere una vicinanza. Invece, noi ribadiamo che quello che fa questo signore è completamente estraneo al nostro movimento. Non basta un post su Facebook per determinare un legame con noi».

VIDEO di Stefania Carboni per Giornalettismo

«Inoltre – ha continuato Di Stefano – chiediamo che il Parlamento metta in atto un’inchiesta per fare chiarezza per tirare fuori la verità da questa storia. Chiediamo inchieste rapide e pubbliche e che i risultati siano diffusi all’opinione pubblica».

DI STEFANO MAGISTRATURA, IL RUOLO DEGLI SPADA

Poi, Di Stefano ha ricordato che Casapound prende le distanze da qualsiasi tipo di violenza e da ogni forma di criminalità organizzata: «Casapound – ha detto – lavorerà per aiutare Ostia a venire fuori da questa situazione: non accetto che il nome del mio quartiere sia collegato alla criminalità organizzata. Se a Ostia c’è la mafia, lo deve stabilire la magistratura: così come la magistratura ha stabilito che a Roma non c’era la mafia. Ma è l’unico organo che può stabilirlo: non lo può dire la politica e non lo possono dire i giornalisti».

«Fa molto chic dichiarare, come ha fatto la Raggi, di non volere i voti degli Spada – ha detto Di Stefano -. Ma questo è impossibile ed è democraticamente non molto chiaro: per la Costituzione i voti di tutti sono uguali. Il resto sono solo dichiarazioni di facciata, che lasciano il tempo che trovano».

Infine, dopo l’analisi politica del voto al Municipio X di Ostia, i candidati di Casapound hanno ribadito che non daranno indicazioni di voto per il ballottaggio tra la candidata di centro-destra e quella del Movimento 5 Stelle: «Invitiamo i nostri elettori – ha detto Luca Marsella – ad andare al mare anche se è brutto tempo». E hanno lanciato la sfida per le prossime elezioni politiche: «Il 3% è un obiettivo alla portata: puntiamo a piazzare una nutrita truppa di parlamentari. Se un governo di centro-destra proporrà iniziative in linea con le nostre posizioni, daremo il nostro apporto esterno. Ma noi crediamo che, con questa legge elettorale, si andrà inevitabilmente verso un altro governo tecnico».