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La svolta di Lapo Elkann: «Basta, a quarant’anni voglio cose vere»

«Ho capito tardi cosa amo fare e cosa so fare, e soprattutto di chi mi voglio circondare. Lavoro su molte cose – Independent Ideas, Italia Independent, Garage Italia Customs, la fondazione LAPS – e devo veramente circondarmi delle persone giuste». Lapo Elkann si racconta a Giovanni Robertini su Rolling Stone. Lapo ha inaugurato ieri la sua «Garage Italia», nuovo hub creativo in piazzale Accursio all’interno dell’iconica ex stazione Agip Supercortemaggiore, a Milano. Per Garage Italia è stata buona la prima: grande presenza di ospiti internazionali e viale Certosa in tilt.

 

RS La creatività per funzionare, forse, ha anche bisogno di cadute e rinascite, up & down di vita e lavoro. È così?
LAPO Avrei preferito che i down personali fossero meno (Lapo fa una piccola risata, forse amara, ma pur sempre una risata, nda), ma visto che ci sono stati, quel che conta ora è trarre un vantaggio da queste esperienze. Credo che gli up & down siano frequenti nelle persone che, come me, si considerano buone e molto emotive. Oggi sono consapevole di quello che mi può aiutare nello sviluppo delle mie idee.

Poi Lapo parla di Garage Italia: «Vorrei mostrare un’Italia alla “Hollywood”, un’Italia che uno dica “wow”, non il solito luogo freddo e noioso. Vorrei offrire alla città un posto unico come questo, usando una delle mie qualità lavorative, che è quella di abbellire macchine».

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Elkann sta vivendo una certa conversione. Niente più Instagram, social ma solo la testa sulle sue aziende: «Perché non mi si addicevano più: non ho più voglia di mostrare chi sono, dove sono, come mi vesto, quanto viaggio. L’edonismo non è più parte della mia comunicazione: ho deciso di fare tre passi indietro con la mia persona, e dieci avanti con le mie aziende. Preferisco parlare di meno e fare di più, oggi cerco di uscire sui giornali per far parlare di ciò che ho fatto, meno in prima persona… a parte questa intervista! Ho imparato a dire molti no, soprattutto a chi cercava di disturbare la mia privacy, e da quando
li dico lavoro molto meglio». E quando pensa a un grande comunicatore pensa a Papa Francesco. «Perché – aggiunge – riesce a rendere semplici concetti complicati. La sua recente presa di responsabilità sulla pedofilia nella Chiesa mi ha molto colpito, era da tempo che aspettavo parole del genere»

RS Una nuova attitudine, quasi monacale…
LAPO No, non sono un monaco. Non vado a niente e non seguo niente, perché mi sono un po’ rotto, e arrivato a quarant’anni voglio cose vere. Non voglio gente che mi ferma per spiegarmi quanto sono figo o bello, non ho bisogno di farmi leccare
il culo. Voglio solo stare bene, avere un equilibrio, incontrare la gente in un contesto dove si possa parlare.
RS A settembre sei stato a Venezia e non si parlava d’altro che del tuo look, per via di quelle strane
scarpe, tipo delle ballerine…

LAPO Sì, ma chissenefrega.

(in copertina ANSA/ MATTEO BAZZI)