luigi Di Maio
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Di Maio rivendica di avere il programma di Silvio Berlusconi | VIDEO

Di Maio ha risposto agli attacchi di Silvio Berlusconi rivendicando sostanzialmente le affinità tra il programma sulle tasse di Forza Italia  e quello M5S.

 

LA RISPOSTA DI DI MAIO A BERLUSCONI  IN SICILIA | VIDEO

Il candidato premier del Movimento 5 Stelle ha diffuso un video su Facebook per replicare alle bugie che il presidente di Forza Italia avrebbe detto sul M5S nel suo comizio di Palermo in supporto a Nello Musumeci. Il centrodestra e i 5 Stelle stanno combattendo all’ultimo voto la sfida per la vittoria alle regionali sicilIane, l’ultima importante elezione prima delle elezioni politiche 2018. Berlusconi sta insistendo nei suoi attacchi contro il pericolo rappresentato dal M5S, cercando di recupare l’elettorato di centrodestra allontanatosi verso Grillo. Il leader di Forza Italia, oltre alla provocatoria affermazione che votare 5 Stelle significa esser fuori di testa, ha evidenziato come un eventuale governo Di Maio reintrodurrebbe la tassa di successione, l’imposta sulla casa e inasprirebbe la pressione fiscale sulle imprese.

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Il candidato premier del Movimento 5 Stelle ha risposto negando simili affermazioni, e rimarcando un programma fiscale del tutto identico a quello di Forza Italia. Per Di Maio la tassa di successione, un’imposta presente in molti Paesi sviluppati come Stati Uniti, Germania, Francia o Regno Unito, è illiberale. Il candidato premier del M5S rimprovera a Berlusconi perfino di non aver abolito la parziale reintroduzione della tassa di successione fatta dal governo Prodi, che l’ha reintrodotta a partire dai beni sopra il milione di euro. Sembra di capire che per Di Maio dovrebbe esser tolta anche quella, come fatto proprio da Berlusconi nel 2001. Il candidato premier del M5S ha poi rimarcato come i 5 Stella siano contrari alla tassazione sulla prima casa e a favore dell’abolizione dell’Irap, due promesse non mantenute da Berlusconi. Una rivendicazione programmatica con la prima Forza Italia suggellata da una rivelazione fatta da Di Maio, ovvero che suo padre abbia votato il partito di Berlusconi auspicando una rivoluzione liberale mai arrivata.