L’imbarazzante errore grammaticale di Matteo Salvini: via «l’avverbio» Nord dal nome della Lega | VIDEO

di Redazione | 27/10/2017

Matteo Salvini ha commesso un imbarazzante errore grammaticale durante la sua intervista a Piazzapulita di ieri. Il leader della Lega Nord ha annunciato di togliere «l’avverbio» Nord dal simbolo della Lega, visto che al Sud avrebbe poco senso inserire quello l’aggettivo che lui ritiene un avverbio.

IL VIDEO DELL’ERRORE GRAMMATICALE DI MATTEO SALVINI A PIAZZAPULITA

A Corrado Formigli Matteo Salvini ha spiegato come «presentarsi a Taranto come Lega Nord sarebbe un’antinomia, io sono una persona concreta, faccio politica per aiutare la gente a stare meglio, perciò non mi attacco ad un avverbio. Lega o Lega Nord, una cosa è certa: cambierò la Legge Fornero». Nord, spieghiamo a Salvini che pare averne bisogno, può esser un sostantivo oppure un aggettivo, come nel caso del nome del suo partito, Lega Nord. Ecco la voce del dizionario Garzanti.

1. punto cardinale che nell’emisfero boreale è indicato dalla direzione della stella polare, detto anche settentrione o mezzanotte; più in generale, la direzione intorno a questo punto, opposta al sud: polo nord; l’ago della bussola segna il nord

2. in un dato paese, in un territorio definito, la parte che si trova a nord, considerata in rapporto alla parte meridionale: il nord dell’Italia, dell’Europa

3. nel linguaggio politico e giornalistico, l’insieme dei paesi industrializzati a economia di mercato (situati soprattutto nell’emisfero boreale): lo squilibrio economico tra il nord e il sud del mondo

♦ agg. m. e f. invar.

(sempre dopo il nome) che è esposto o rivolto verso nord; che è situato nella parte settentrionale di un paese, di una regione ecc.: parete nord di una montagna; lato nord di un territorio

L’errore di Matteo Salvini si riferisce a una svolta politica non piccola per il suo partito. Da tempo Salvini vorrebbe proporre una linea nazionalista, lontana dal secessionismo di Umberto Bossi, che impedisce al Carroccio di esser competitivo al Sud dopo decenni di propaganda contro il Sud d’Italia. Il cambio, parziale, del nome nel simbolo elettorale appare una mediazione al ribasso per le ambizioni di Salvini, probabilmente imposta dall’anima nordista dei presidenti di Veneto e Lombardia Zaia e Maroni.