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Ecco come le aziende telefoniche ci sfilano 3 euro al mese senza che ce ne accorgiamo

Ogni anno le aziende telefoniche guadagnano circa 2 miliardi di euro con prelievi occulti, clausole capestro e altri trucchetti, di cui spesso l’utente nemmeno si accorge. La stima è di una media di 3 euro al mese che ognuno di noi spende oltre al piano tariffario sottoscritto. Dopo un po’ che il credito continua ad azzerarsi, magari iniziamo a farci qualche domanda. A quel punto scatta la telefonata di lamentela ai call center, ma è molto probabile che chi ci risponderà sappia come placare le nostre polemiche. L’unica arma che abbiamo è ricorrere alle vie legali, solo allora forse otterremo indietro qualcosa. È quanto racconta oggi Il Fatto Quotidiano, in una lunga inchiesta sulle aziende telefoniche.

LA BOLLETTA A 28 GIORNI: 1,2 MILIARDI IN PIÙ PER LE AZIENDE TELEFONICHE

La questione più calda, al momento, è quella della bolletta ogni 28 giorni, anziché ogni mese. Il ministro dello Sviluppo economico Calenda anche ieri ha ribadito che farà qualcosa per arginare la prassi, per il momento però con questo trucchetto le aziende telefoniche riescono a guadagnare 1,2 miliardi di euro l’anno extra. Non poca cosa. E a questi si aggiungono altri 750-800 milioni di altri costi aggiuntivi, che spesso siamo ignari di pagare.

Un esempio è quello dell’opzione che ci garantisce di poter fare chiamate o navigare in internet oltre alla soglia prevista dal nostro piano tariffario. Ecco, anche se abbiamo un abbonamento che ci garantisce un massimo di minuti di cui non usufruiremo mai, dovremo pagare minimo 0,49 centesimi in più ogni 28 giorni solo per avere diritto di fare telefonate a consumo. A questo si aggiunge il prezzo da pagare per cambiare il piano tariffario.

I COSTI NASCOSTI APPLICATI DALLE AZIENDE TELEFONICHE: TIM

A proposito di piani tariffari, quello con la fama peggiore è il One Prime Go di Tim, attivato come servizio aggiuntivo a pagamento non richiesto nel 2016. Il Fatto Quotidiano spiega che “dopo la denuncia dell’Aduc (associazione consumatori), un pronunciamento dell’Agcom e l’avvio dell’istruttoria dell’Antitrust, Tim ha rinunciato all’attivazione del Prime, salvo poi rilanciarlo come tariffa base. «Una sorta di accanimento – spiega Emanuela Bertucci, legale dell’Aduc – spiegato dalle cifre da capogiro: anche se la nuova versione del Go venisse attivata sul minimo di utenze, 10 milioni, porterebbe nelle casse della società 19 milioni e 600 mila euro al mese»”.

I COSTI NASCOSTI APPLICATI DALLE AZIENDE TELEFONICHE: VODAFONE

I concorrenti non sono da meno: Vodafone prevede per i nuovi clienti un contributo di attivazione di 3 euro, con in regalo “Rete Sicura”, un servizio antivirus che le altre aziende telefoniche non fanno pagare. Attenzione che se dopo i primi tre mesi ci si dimentica di disattivarlo, bisognerà pagare 1 euro ogni 4 settimane. “In casa Vodafone, però, – sottolinea il Fatto Quotidiano – la madre di tutte le beffe si chiama Exclusive (1,9 euro ogni 4 settimane su richiesta) con cui il gestore ha fatto da apripista ai servizi accessori non richiesti. Il 16 marzo 2016 l’Antitrust ha, infatti, condannato l’operatore, su denuncia di Aduc, alla multa di un milione di euro per l’illegittima attivazione, vietandone la continuazione. Il provvedimento però si è limitato a sanzionare Vodafone per i contratti sottoscritti dopo il 13 giugno 2014, circa 4 milioni, escludendo gli altri 15 milioni di clienti”.

I SERVIZI AUTOMATICI MA A PAGAMENTO DELLE AZIENDE TELEFONICHE

Ci sono poi quei costi un po’ subdoli, come la segreteria telefonica, automaticamente attivata in tutte le sim e sulla carta gratuita. Peccato che poi, per ascoltare gli eventuali messaggi registrati, siamo obbligati a pagare. E non poco: si va da un minimo di 12,40 centesimi per gli utenti di Wind ai 20 centesimi di Tre, fino a 1,5 euro di Tim. Questione simile per i cosiddetti servizi di reperibilità, vale a dire la possibilità di sapere se qualcuno ci ha chiamato mentre il nostro telefono era occupato, spento o non prendeva. Fino a qualche anno fa era un servizio gratuito, poi le aziende telefoniche hanno deciso di metterlo a pagamento. “Anche se nel 2015 Telecom e Vodafone sono state sanzionate per 900 mila euro per aver imposto ai clienti l’acquisizione implicita di questi servizi – si legge nell’articolo del Fatto – i nuovi clienti Tre sono tuttora costretti per il primo mese a sborsare 1,5 euro e quelli di Wind 19 centesimi per 7 giorni di utilizzo per qualcosa attivato di default”.

E poi ci sono le vere e proprie truffe: abbonamenti a suonerie, oroscopi, giochi. Si attivano involontariamente cliccando su qualche banner che ci appare. Solitamente costano almeno 5 euro a settimana, che diventano 10 sette giorni dopo. Le aziende telefoniche sostengono di non c’entrare assolutamente nulla, “anche se – specifica l’articolo – ricevono una percentuale per ogni cliente che attiva il Servizio premium”.

E sempre per i servizi che sbagliamo a dare per scontati, c’è per esempio il credito residuo. Per gli utenti Vodafone scoprirlo chiamando il 414 dallo scorso ottobre è diventato a pagamento. Costa minimo 40 centesimi. E i clienti Tre farebbero bene a stare attenti all’opzione 4Glte, quella che consente di accedere alla rete dati ad alta velocità. L’azienda telefonica l’attiva, ma costa un euro al mese con rinnovo automatico salvo disdette.

Foto copertina: Pixabay