lapidi partigiani
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Quella strana tendenza a bruciare le lapidi dei partigiani a Bologna

«C’è in atto una strategia, per quanto sconnessa e scellerata, di riaffermazione e dell’identità e dei disvalori fascisti». Il senatore del Partito Democratico Sergio Lo Giudice descrive così l’ennesimo atto vandalico nei confronti di una lapide che ricorda i partigiani a Bologna. Ieri è stato appiccato il fuoco a una ghirlanda che era stata posta sotto l’epigrafe del porticato dello stadio Renato Dall’Ara della città emiliana. Il monumento voleva ricordare i partigiani del quartiere Costa Saragozza. Al suo posto, ora, c’è un grande alone nero.

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LAPIDI PARTIGIANI, LA DENUNCIA DI SERGIO LO GIUDICE

LAPIDI PARTIGIANI, IL PRECEDENTE DIECI GIORNI FA

È il secondo caso in poco più di una settimana. Circa dieci giorni fa, infatti, sempre a Bologna, è stato appiccato il fuoco a una lapide in memoria della Resistenza in via Andrea Costa. Una dinamica simile per portare avanti lo stesso attentato ai valori di una città e dell’intera nazione. Stesso alone nero, stessa vergogna. A poche centinaia di metri di distanza, tra l’altro.

E così, gli attivisti del quartiere Costa Saragozza – che si erano subito dati da fare per ripulire la prima lapide vandalizzata – devono far fronte a quest’altra piccola emergenza. Che, al di là del carattere veniale del gesto, mette in luce una tendenza precisa e preoccupante: la cancellazione della memoria in nome della rinascita delle neo-destre.

Unanime la condanna delle varie forze politiche del capoluogo emiliano al duplice attacco. Ma servirà davvero per porre una sorta di argine al dilagare di certi comportamenti? Oltre al puro e semplice vandalismo, infatti, Bologna sembra essere attraversata dal desiderio di bruciare il suo passato di città culla della democrazia. Le lapidi dei partigiani potrebbero essere solo l’inizio.

(FOTO da pagina Facebook di Sergio Lo Giudice)