Lavoro alla festa del Pd in cambio di crediti scolastici, perché c’è ospite la Fedeli

di Alice Bellincioni | 03/10/2017

lavoro alla festa del Pd in cambio di crediti scolastici

Lavoro alla festa del Pd in cambio di crediti scolastici: alla manifestazione democratica di Viterbo il 9 settembre c’era ospite la ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli. Servivano assolutamente camerieri, in assenza di volontari. E allora la soluzione creativa: arruolare gli studenti (minorenni) di un istituto superiore, offrendo loro «crediti scolastici» e un possibile «rimborso spese» (che poi non c’è stato).

«Urgentissimo, mi servono dieci ragazzi disponibili e con la divisa completa da sala per una manifestazione importante a Viterbo con la presenza della ministra dell’Istruzione. Ci sarò anche io, la sera del 09 Settembre. Ricordatevi che passano come crediti formativi e potrebbe esserci anche un rimborso spese», scriveva sulla pagina Facebook della scuola Riccardo Minciotti, docente dell’Istituto Ipsea di Caprarola. Fortunatamente non sono piovute candidature dal cielo, tanto che alla vigilia dell’«importante manifestazione», il professore ha dovuto lanciare un’ultima chiamata: «Domani sera cerco con estrema urgenza personale di sala, anche ragazzi di cucina che hanno la divisa da sala, è importante essere presenti. La dirigente chiede la partecipazione».

Alla fine a presentarsi per il lavoro alla festa del Pd in cambio di crediti scolastici sono stati sei studenti, tutti minorenni e in divisa da camerieri. La Fedeli si è anche fatta scattare una foto insieme a loro. A denunciare la situazione paradossale sono stati i “Partigiani della scuola pubblica”, un gruppo di docenti sparso per l’Italia che si batte per il rispetto dei diritti nel mondo dell’istruzione. Il 9 settembre, a Viterbo, si sono presentati alla festa e hanno protestato fuori dai cancelli, chiedendo di parlare con la ministra dell’Istruzione. Lei però non li ha incontrati.

LAVORO ALLA FESTA DEL PD IN CAMBIO DI CREDITI SCOLASTICI, C’È OSPITE IL MINISTRO FEDELI

Per la dirigente scolastica dell’Istituto Ipsea di Caprarola, Andreina Ottaviani, non c’è niente di male nel lavoro alla festa del Pd in cambio di crediti scolastici: «Gli studenti dell’istituto partecipano da anni ad iniziative ed eventi, sempre gratis. Non hanno partecipato alla festa del Pd ma presenziavano all’intervento istituzionale del Ministro dell’Istruzione Valeria Fedeli», ha commentato al Fatto Quotidiano. «Un intervento istituzionale può legittimamente definirsi tale se avviene in contesto istituzionale, tale non è una festa di partito con pubblico accuratamente selezionato come quella in questione», controbattono i Partigiani della scuola pubblica.

Al di là della controversia sull’essenza di un evento istituzionale, il caso del lavoro alla festa del Pd in cambio di crediti scolastici solleva sempre lo stesso problema: con la riforma che ha introdotto l’alternanza scuola-lavoro si è creato un sistema in cui il lavoro gratuito e spesso non professionalizzante viene passato per “attività formativa”. Con un danno doppio: gli studenti delle superiori perdono del tempo prezioso per imparare, sottraendo – senza volerlo – lavoro retribuito ad altri. Ci sono tanti casi emersi negli ultimi mesi che purtroppo lo testimoniano, riportati oggi dal Fatto Quotidiano:

Anche a Genova il partito aveva fatto ricorso agli studenti in alternanza scuola lavoro per servire ai tavoli dei ristoranti della festa Pd. Si allunga così la lista dei minorenni messi a lavorare gratis – «Sono attività formative!», precisano ogni volta i docenti degli istituti – costretti a fare le fotocopie all’anagrafe di Campobasso, a raccogliere le cozze a Messina, a pulire i cessi a Ragusa, a portare i lettini ai clienti di una piscina-vip a Parma, a fare camerieri, in 2.700, nel vicentino e via, così per un milione e mezzo di studenti in alternanza scuola-lavoro ai quali la riforma renziana della scuola impone 200 ore obbligatorie – 400 per gli iscritti agli istituti tecnici e professionali di «percorso formativo».