Tremezzina, la reazione dei nostalgici contro la decisione del sindaco di intitolare ai partigiani il luogo della fucilazione del Duce

di Redazione | 30/08/2017

Tremezzina

Tremezzina, è lì che il 28 aprile 1945 sono stati fucilati Benito Mussolini e Claretta Petacci, in esecuzione di una sentenza del Comitato di Liberazione Nazionale. Ed proprio lì che lo scorso 30 giugno l’attuale sindaco Pd, Mauro Guerra, ha voluto rendere omaggio a tre giovani partigiani tremezzini, Claudio Cavaliere, Silvio Bordoli e Guerino Morganti. Il luogo, diventato negli anni meta di pellegrinaggio dei nostalgici, si chiamerà Largo Partigiani Tremezzini. Per i ceppi e la targa manca solo il nulla osta del Prefetto.

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Intervistato da Repubblica, il sindaco di Tremezzina ha spiegato le ragioni della sua delibera: «Giulino di Mezzegra (frazione del Comune di Tremezzina, dato dalla fusione di Lenno, Mezzegra, Ossuccio e Tremezzo, in provincia di Como ndr) non può diventare solo il luogo nel quale si ricorda e si rende omaggio a Benito Mussolini. Qui c’è stata la resistenza, qui ci sono stati giovani che si sono battuti per la libertà e per la democrazia, per liberare il paese dalla dittatura nazista e fascista e dall’occupazione».

TREMEZZINA, I NOSTALGICI CONTRO L’INTITOLAZIONE AI PARTIGIANI DEL LUOGO DELLA FUCILAZIONE DEL DUCE

È quindi per ricordare anche il passato partigiano di Tremezzina che il sindaco ha voluto intitolare il luogo della fucilazione di Benito Mussolini Largo Partigiani Tremezzini. Una decisione che non è piaciuta ai nostalgici della zona. Alberto Botta, organizzatore della cerimonia in ricordo di Mussolini a Giulino di Mezzegra, l’ha commentata così a Repubblica: «Questa è una semplice provocazione, che ha indignato tutta la popolazione. Logicamente il sottoscritto, che è uno di destra». Per Botta, il sindaco di Tremezzina ha sbagliato sia il momento, sia il luogo, dove rendere omaggio ai partigiani locali.

Nel luogo della fucilazione di Mussolini a Giulino di Mezzegra ogni anno il 28 aprile i nostalgici depongono fiori, fanno marce e celebrano una messa in suffragio dei caduti nella chiesa vicina. Per il sindaco di Tremezzina «dire che il luogo si è trasformato in un memoriale è esagerato, lo è solo il 28 aprile». Anche su questo dissente Alberto Botta, che rivendica il luogo come “loro”, dei nostalgici: «È dove il sangue di Mussolini è caduto per terra, suo e della Petacci».

L’organizzatore della cerimonia in ricordo di Mussolini a Giulino di Mezzegra è sicuro che “i suoi” non accetteranno tanto facilmente la decisione del primo cittadino. «Lui poi che è sindaco di Tremezzo, perché è andato a sobillare questa situazione? Perché deve venirci a aizzare l’uno contro l’altro? La gente è esasperata, anche quelli non mussoliniani. Alla provocazione, però, tanta gente dei miei reagirà. Perché non si va a provocare la gente».