Roland, il tedesco scroccone, è stato arrestato: non pagava il conto ai ristoranti

di Gianmichele Laino | 07/06/2017

tedesco scroccone

Aveva colpito di nuovo. Roland era orami conosciuto dai ristoranti di mezza Toscana per la sua «abilità» nel consumare pranzi luculliani e scappare via senza pagare. Ieri pomeriggio, però, è iniziata la sua dieta: i carabinieri di Greve in Chianti lo hanno arrestato presso il ristorante «Il Gallo nero». Aveva cercato di andar via dal locale senza pagare il conto di 60 euro. Che adesso potrebbe essere ancora più salato.

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Roland, detto anche «il tedesco scroccone», ha mostrato alle forze dell’ordine tutta la sua collezione di denunce, quasi come se fosse stato un curriculum di cui vantarsi. In più, ha iniziato a inveire in inglese contro i militari e a scagliarsi contro di loro. I reati contestati sono resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale, lesioni personali aggravate e insolvenza fraudolenta.

LA SAGA DEL TEDESCO SCROCCONE NEI RISTORANTI DELLA TOSCANA

Il pranzo fatale era stato a base di antipasti, due secondi, contorni vari e due birre. Ma il proprietario de «Il Gallo nero» aveva subito sentito puzza di bruciato: «C’eravamo subito resi conto che qualcosa non andava. Era sporco nei vestiti e maleodorante. Ma noi siamo un locale pubblico e non possiamo mandar via la gente. Ci ha mostrato un biglietto con su scritto in tedesco ‘se vuoi i soldi vai a prenderli in Vaticano’».

Sono decine le denunce di locali toscani a carico di Roland. La sua ultima prodezza risaliva al 3 giugno scorso, quando ha fatto il diavolo a quattro in un ristorante di piazza della Repubblica a Firenze, dove aveva consumato – ovviamente gratis – una pizza e una birra, molestando i clienti e discutendo con i carabinieri chiamati a intervenire dal gestore del locale.

Quella di Roland, però, non è l’unica storia di prepotenza teutonica su suolo italiano. Negli ultimi giorni, nei pressi del Lago di Garda, un suo connazionale è stato multato dai carabinieri di Peschiera perché guidava, a velocità folle, una automobile palesemente truccata e fuori da ogni standard ambientale. La sua giustificazione con i militari sarebbe stata: «Tanto siamo in Italia…». Senza parole.

(FOTO:  Cindy Yamanaka, Cindy Yamanaka/The Orange County Register via ZUMA Wire)