Come identificare una fake news: la guida de Le Figaro

di Redazione | 06/06/2017

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Le Figaro propone una guida semplice per non incappare nelle immagini false e nelle fake news che vengono diffuse a ogni fatto di cronaca di grande portata.

E’ una conseguenza della psicosi alimentata dalla serie di attentati subiti dalla Francia dal 2015: le voci si moltiplicano sui social network e capita spesso che si diffondano informazioni erronee. «Non diffondete informazioni false. Affidatevi soltanto a informazioni che provengono da fonti affidabili», ha twittato oggi il ministero dell’Interno.

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FAKE NEWS FIGARO PROPONE UNA GUIDA

 

● Non credere mai al “generale amico di mio cugino” Molto spesso le voci che si diffondono via sms o via email, e in seguito sui social network, citano come fonte “un generale papà dell’amico dell’amico o il poliziotto vicino al presidente del Senato”. Se un’informazione viene da una fonte così incerta, è verosimilmente falsa.

● Verificare le immagini dai social network Diverse immagini che circolano sui social network sono falsamente presentate come legate a un evento drammatico. Spesso sono state fatte in precedenza e in tutt’altro contesto. Per gli internauti che utilizzano Google Chrome fare una verifica di questo tipo è facile. Basta cliccare sull’immagine e selezionare “Cerca questa immagine su Google”. Se questa immagine è già stata pubblicata in passato, risulterà nei risultati di ricerca. Un’immagine può anche essere ritoccata. Subito dopo gli attentati di Nizza, per esempio, è stata diffusa sui social l’immagine di un uomo con un turbante e identificato come l’autore dell’attacco di Nizza. La foto aveva già fatto il giro di Twitter durante gli attacchi del 13 novembre. Si trattava in realtà di un canadese di fede sikh che si era fatto una foto con l’iPad. La foto era stata modificata perché risultasse che l’uomo indossava una cintura da kamikaze e con la copia del Corano al posto dell’iPad. Ci sono diversi siti per verificare se una foto è stata ritoccata, come FotoForensics o Izitru.

C’è anche chi diffonde foto false di persone scomparse. Nel giugno 2016 France 24 citava per esempio il caso di un messicano la cui immagine era sistematicamente diffusa durante gli avvenimenti drammatici, anche se non ne era mai stato vittima. Per non cadere nelle trappole, generalmente basta verificare l’account di chi pubblica la foto in questione. Se l’immagine è seguita da tweet che non hanno niente a che vedere con la persona, probabilmente si tratta di un falso.