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Massoneria, il Grande Oriente d’Italia denuncia la Commissione Antimafia

Il Grande Oriente d’Italia (con circa 22mila iscritti la più numerosa comunione massonica italiana) ha presentato una denuncia alla magistratura chiedendo di valutare la liceità del sequestro degli elenchi degli iscritti calabresi e siciliani operato dalla Guardia di Finanza alcune settimane fa su richiesta della commissione parlamentare Antimafia presieduta da Rosy Bindi. A renderlo noto è il Grande Maestro del Goi, Stefano Bisi.

 

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MASSONERIA, GRANDE ORIENTE D’ITALIA DENUNCIA COMMISSIONE ANTIMAFIA

Il Grande Oriente d’Italia (obbedienza massonica istituita nel 1805 a Milano) spiega che dopo la notifica (dello scorso17 marzo) al Presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle associazioni criminali, anche straniere, nonché singolarmente a tutti i suoi componenti, di una formale istanza di revisione in autotutela finalizzata alla richiesta di annullamento e/o di revoca del provvedimento di perquisizione e sequestro emesso il 1 marzo, «ha dovuto prendere atto di una mancata risposta a tale istanza per non dire del silenzio più assoluto in merito«. Conseguentemente, «ampiamente passato il termine assegnato, il Grande Oriente d’Italia ha ritenuto di dover rappresentare Magistratura i fatti con una richiesta di verifica delle liceità dei comportamenti e degli atti adottati dalla Commissione e dai suoi componenti». «In un contesto di massima collaborazione con la Magistratura, e nel quadro di una forte ispirazione ai massimi principi di legalità costituzionale, il Grande Oriente d’Italia – conclude il Gran Maestro Stefano Bisi – attende fiducioso gli esiti di questa verifica».

(Foto: Stefano Bisi. Fonte: archivio Ansa)

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