Renzi Bersani
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I vaffa di Renzi a Bersani

Matteo Renzi avrebbe esclamato diversi vaffa a chi gli chiedeva di fare una telefonata oppure di incontrarsi con Pierluigi Bersani per evitare la scissione del PD. Lo rivela un articolo di Francesco Verderami sul Corriere della Sera, che evidenzia quanta rabbia covi ancora tra i vertici del PD per il comportamento della minoranza guidata da Bersani e D’Alema al referendum costituzionale. Gli esponenti dell’anima di sinistra del Partito Democratico, dopo aver votato Sì in aula, si erano schierati per il No, dopo che le loro richieste di modifica sulla legge elettorale e su elettività del Senato erano state respinte.

E siccome Renzi sente di essere nelle stesse condizioni in cui si trovò vent’anni fa Prodi, per giorni ha rigettato il suggerimento di Franceschini e di Delrio, che lo esortavano a incontrare Bersani «per non passare alla storia come il segretario della scissione». Pare che il leader del Pd abbia grillinamente rigettato la proposta. Anche quando è stata derubricata a telefonata, anche quando ci ha provato Lotti, ha fatto seguire al «vaffa» una considerazione: «Se persino dagli amici mi devo sentire abbandonato…». Che poi non era così, semmai l’idea era di mostrarsi disponibile a un ultimo tentativo di mediazione.

La rabbia di Renzi e il suo irato rifiuto a qualsiasi dialogo con Bersani sembrano confermati dal fuorionda di Graziano Delrio, in cui il ministro dei Trasporti confessava di aver litigato con il segretario PD proprio su questo. Simili sentimenti sono provati anche dall’altro volto simbolo del Governo Renzi, Maria Elena Boschi, ministro delle Riforme costituzionali che più di tutte si è impegnata nei comitati del Sì. Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio del Governo Gentiloni è contraria a mediazioni con la minoranza del PD, al contrario secondo Verderami pretenderebbe le loro scuse per il loro No.

«Scusa Matteo, ma quali aperture dovremmo fare e a chi? A quelli che si sono sempre messi di traverso? A quelli che hanno persino brindato la sera del 4 dicembre? A quelli che vogliono solo la tua testa? Adesso basta. Dovrebbero essere loro a chiedere scusa».

Il virgolettato attribuito dal Corriere della Sera è stato smentito da Palazzo Chigi. La maggioranza del PD non condivide questi sentimenti di così accesa contrapposizione, rabbia e frustrazioni reciproche – Bersani confessò l’amarezza per esser stato trattato come un rottame di Renzi, senza mai esser coinvolto in nessuna decisione del suo Governo – che evidenziano quanto ormai la scissione sia vicina. In queste ore diversi ministri stanno tentando una mediazione, impauriti dai contraccolpi sul Governo Gentiloni e sul PD, che potrebbe uscire gravemente sconfitto alle prossime elezioni.